L’ora solare torna domenica 25 ottobre 2026, un giorno prima rispetto al 2025

L’ora solare torna in Italia domenica 25 ottobre 2026, un giorno prima rispetto al 2025. Il cambio avviene alle 3 del mattino.

L’ora solare torna in Italia domenica 25 ottobre 2026, alle 3 del mattino, con lancette indietro di un’ora
L’ora solare torna in Italia domenica 25 ottobre 2026, alle 3 del mattino, con lancette indietro di un’ora

L’ora solare torna in Italia domenica 25 ottobre 2026, un giorno prima rispetto al 2025. Il cambio avviene alle 3 del mattino, quando le lancette degli orologi e dei dispositivi elettronici torneranno automaticamente indietro di un’ora. Questo spostamento segna l’inizio dell’orario invernale e la fine dell’ora legale, che tornerà in vigore il 28 marzo 2027. Il motivo del cambio anticipato rispetto all’anno precedente è legato al calendario: l’ultima domenica di ottobre cade in anticipo nel 2026 rispetto al 2025, quando il passaggio era avvenuto il 26 ottobre.

Effetti del cambio dell’ora

Il passaggio dall’ora legale a quella solare è generalmente considerato meno impattante di quello inverso, perché comporta un’ora di sonno in più anziché in meno. Tuttavia, il corpo può aver bisogno di alcuni giorni per adattarsi al nuovo orario. La conseguenza pratica è doppia: un’ora di sonno in più quella notte, ma anche un’ora di luce in meno al pomeriggio. Il sole sorgerà quindi prima secondo l’orologio, ma il buio arriverà anche prima la sera. Per gli orologi e altri dispositivi analogici, invece, sarà necessario spostare manualmente le lancette per tornare all’ora solare. Alle 3 del mattino, le lancette andranno indietro di un’ora, in modo da guadagnare un’ora in più di sonno. Il cambio garantirà un’ora di luce in più al mattino a fronte di un tramonto anticipato, e resterà in vigore fino all’ultimo fine settimana di marzo 2027.

Le ripercussioni sulla salute

Il cambio dell’ora può influenzare la percezione della luce e i ritmi del sonno, con effetti che possono variare da persona a persona. Secondo la specialista in medicina interna Cristina Tomasi, il nostro organismo è regolato da ritmi circadiani sincronizzati dalla luce naturale, e ogni spostamento delle lancette provoca “una forma di jet-lag sociale che può disturbare sonno, metabolismo e sistema cardiovascolare”. Nella maggior parte delle persone sane questi disturbi si esauriscono nel giro di tre o quattro giorni.

L’ora solare torna in Italia domenica 25 ottobre 2026, alle 3 del mattino, con lancette indietro di un’ora, immagine di approfondimento

Per attenuare il disagio, Tomasi consiglia di anticipare gradualmente gli orari di sonno e pasti nei giorni precedenti al cambio, esporsi alla luce naturale al mattino e limitare la luce artificiale la sera. Gli effetti più marcati riguardano però il cambio di marzo, quando si perde un’ora di sonno, con un aumento del 3-4% circa dei casi di infarto miocardico acuto che richiedono angioplastica coronarica il lunedì successivo al passaggio all’ora legale.

Il tema del cambio dell’ora si riaccende ogni anno, ma la maggioranza degli italiani sembra favorevole all’abolizione del doppio passaggio stagionale. Una raccolta firme promossa dalla Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) insieme a Consumerismo No Profit ha superato le 350mila adesioni ed è stata consegnata lo scorso novembre alla Camera dei deputati. Il presidente di Sima, Alessandro Miani, ha spiegato che il doppio cambio produce «un mini-jet lag sociale che ogni anno interferisce con sonno, attenzione e performance psicofisiche».