Il risveglio antiwoke in Europa: tra resistenza e contraccolpo

In Europa, il movimento antiwoke si oppone ai valori di diversità e inclusione, con tensioni in Belgio e Italia.

Un gruppo di studenti discute in classe su temi di discriminazione e inclusione, con un'atmosfera di tensione
Un gruppo di studenti discute in classe su temi di discriminazione e inclusione, con un’atmosfera di tensione

La lotta contro i valori della diversità, dell’uguaglianza e dell’inclusione, promossi da Donald Trump, non è più un discorso da salotto in Europa. È una realtà quotidiana che si fa sentire nei luoghi di cultura e di socializzazione, come dimostra un episodo di quest’estate. In Belgio, un ricercatore americano ha scritto un post che ha scatenato una reazione forte, portando a dimissioni e un suicidio. La questione ha coinvolto istituzioni, università e persino il governo, con una reazione che ha messo in discussione la libertà accademica e i diritti degli altri.

Il risveglio antiwoke e i diritti degli altri

Il termine “woke”, nato negli Stati Uniti come movimento di lotta per i diritti delle minoranze, ha trovato terreno fertile in alcuni Paesi europei, ma è stato anche sfruttato da forze politiche per alimentare un discorso di panico morale. «La retorica antiwoke è coperta dalla libertà di parola ma quando diventa insulto non dovrebbe essere permessa», ha sottolineato Julia Pocze, ricercatrice del think tank europeo Ceps. Il movimento, che ha origine nella comunità afroamericana, ha evolto nel tempo, coinvolgendo anche le questioni di genere e lgbtq, e ha trovato spazio in Paesi come Belgio e Spagna, dove le politiche inclusive sono state codificate in legge.

La politica parlamentare però non ha trovato consenso sulle raccomandazioni della commissione e il re non ha mai avuto la nobiltà di esprimere scuse formali. Ma per la prima volta nel Paese è emersa la consapevolezza degli errori passati: il museo sull’Africa è stato chiuso e poi riaperto nel 2018 “decolonizzato”. In Spagna nel 2022 sono state varate leggi che pongono il consenso al centro dei reati sessuali, che proteggono contro ogni discriminazione e che abbassano a 16 anni l’età per abortire senza il permesso dei genitori.

Resistenza e contraccolpo in Italia e Gran Bretagna

In Italia, il dibattito sui diritti civili non si è tradotto in leggi significative. L’ultimo provvedimento risale al 2005, con l’approvazione delle unioni civili, mentre la proposta Zan, che mira a estendere la protezione contro le discriminazioni, è stata bloccata in Senato nel 2021. In Gran Bretagna, invece, le leggi per l’avanzamento dei diritti civili risalgono ai primi anni Duemila, ma il termine “woke” è stato sfruttato da forze di destra per alimentare un discorso di panico morale.

«Woke è diventata una parola di cui si è appropriata la destra per la sua politica del panico morale», ha sottolineato Georgios Samaras, studioso delle destre europee. La situazione è diversa in Germania, dove le idee inclusive hanno trovato terreno fertile nella messa in discussione del passato nazista e nella volontà di impedire il ritorno delle discriminazioni. La legge del 2024, che permette di modificare il genere con un atto amministrativo, è un esempio di come i valori di inclusione si stanno diffondendo. La questione dei diritti civili e dell’inclusione è diventata un tema centrale nell’Unione europea, anche se non è menzionato esplicitamente nei trattati. L’articolo 2 dei trattati europei dichiara valori fondanti come la dignità umana, la libertà, l’uguaglianza e il rispetto dei diritti umani, compresi quelli delle minoranze. Tuttavia, il dibattito sull’antiwoke e i suoi effetti continua a dividere opinioni e a mettere in discussione il futuro delle politiche inclusive in Europa.

La lotta per i diritti delle minoranze non è mai stata così visibile come oggi. In Belgio, il caso di Nathan Cofnas ha messo in luce le tensioni tra libertà di parola e rispetto per gli altri. La destra ha sfruttato il termine “woke” per alimentare un discorso di panico morale. In Italia, il dibattito non si è tradotto in leggi significative, mentre in Spagna e Belgio le politiche inclusive sono state codificate in legge. La questione dei diritti civili e dell’inclusione è diventata un tema centrale nell’Unione europea, anche se non è menzionato esplicitamente nei trattati.