Il boss dei Casamonica torna a Roma come custode giudiziario

A Roma, il boss dei Casamonica è diventato custode giudiziario dopo un lungo carcere per mafia.

Un uomo con un cartellino di custode giudiziario cammina nel parco di Caracalla a Roma, circondato da strutture sottoposte a sequestro
Un uomo con un cartellino di custode giudiziario cammina nel parco di Caracalla a Roma, circondato da strutture sottoposte a sequestro

Un boss torna a Roma come custode giudiziario

A Roma, il boss del clan Casamonica, Giuseppe Casamonica detto Bitalo, è tornato a esercitare un ruolo pubblico dopo anni di carcere per mafia. Il suo nome compare come «custode giudiziario» nel parco di Caracalla, un’area sottoposta a sequestro per irregolarità edilizie. La vicenda, resa nota da alcuni cittadini, ha portato all’intervento delle autorità giudiziarie, che hanno disposto il sequestro per preservare la tutela dell’area. Il ruolo di Bitalo, però, non è solo simbolico: è frutto di un’attività di facchinaggio, una forma di lavoro che gli è stata concessa dopo il suo rientro in libertà. La sua presenza nel parco di Caracalla è un segno del suo ritorno nel tessuto sociale romano.

La storia di una casa rubata e un uomo che non si è piegato

La vicenda di Bitalo si intreccia con quella di Ernesto Sanità, un uomo che ha denunciato il clan Casamonica nel 2007 per la sottrazione di una casa popolare. La sua denuncia, però, si perse tra le scartoffie di un commissariato. Sanità, costretto a dormire sotto i ponti, ha chiesto all’azienda che gestisce le case popolari una soluzione. Dopo anni di sofferenza, nel 2015, i carabinieri lo hanno contattato e hanno portato a termine una retata che ha arrestato membri della famiglia Casamonica e restituito la casa a Sanità, che era diventata l’alcova di Guerrino Casamonica, figlio di Bitalo. La sua storia è un esempio di resistenza di fronte al crimine.

Dopo anni di carcere e condanna per mafia, Bitalo è tornato libero. L’imprenditore Alessandro Asoli, che gestisce un’attività nel parco di Caracalla, lo ha assunto come stagionale, concedendogli un lavoro che va dalle pulizie al facchinaggio. «Posso fare tutto, dalle pulizie al facchinaggio», ha detto Asoli, offrendogli una possibilità. L’uomo, però, ha una voce rauca e un corpo sfiancato dalla battaglia che ha condotto da oltre un decennio. La sua storia, raccontata in un’intervista, mostra un uomo che ha resistito alle pressioni e non ha mai ceduto.

La vicenda del parco di Caracalla, con il sequestro di strutture non previste e la contestazione di attività non autorizzate, nasconde un ritorno di uno dei boss più rappresentativi del crimine romano. L’area, in zona Aventino, è un luogo di prestigio, dove si trovano ville di registi, imprenditori e alta borghesia. La giudice Chiara Miraglia ha disposto il sequestro per preservare la tutela dell’area, ma il ruolo di Bitalo come custode giudiziario ha suscitato dibattito. Mentre il comune non si è accorto di nulla, il clan Casamonica, attraverso Asoli, ha trovato un modo per rimanere presente nella vita pubblica. La sua presenza nel parco di Caracalla è un segno del suo ritorno nel tessuto sociale romano.

La storia di Bitalo non è solo quella di un uomo tornato in libertà: è anche quella di un ex boss che ha visto la sua posizione ridotta a un lavoro di facchinaggio, ma che non ha mai perso la sua forza. La sua vicenda, raccontata attraverso le carte processuali e le testimonianze, mostra un uomo che ha resistito al crimine e alla sofferenza, pur trovandosi in una posizione di debolezza. La sua storia, però, non è finita: il suo ritorno nel parco di Caracalla segna un nuovo capitolo nella sua vita.