Valter Lavitola e la strategia per uscire dal carcere, ma l’ex compagna lo scarica
Valter Lavitola cerca di ottenere la scarcerazione, ma l’ex compagna lo rifiuta.

Valter Lavitola, imprenditore e faccendiere sotto inchiesta per un attentato, cerca di ottenere la scarcerazione attraverso una strategia giudiziaria complessa. Tuttavia, l’ex compagna Natalia Potenza ha rifiutato di ospitarlo in casa né di permettergli di lavorare al ristorante. L’udienza del Riesame, fissata per lunedì 7 settembre, arriva in un momento delicato per il suo caso, con la difesa che ha preparato una memoria difensiva di 71 pagine per ottenere una misura meno severa. La donna ha formalizzato il rifiuto il 26 agosto, presentandosi ai carabinieri Gianicolensi, e ha chiarito che non intende più accoglierlo in casa né permettergli di svolgere attività lavorative. La situazione privata rischia di influenzare direttamente il processo giudiziario.
La difesa e le prove logiche
La difesa di Valter Lavitola dovrà convincere i giudici che il suo assistito è realmente collaborativo, non rappresenta un pericolo di fuga e non intende inquinare le prove. I legali, Sergio Cola e Arturo Lavitola, hanno presentato una memoria difensiva di 71 pagine, con l’obiettivo di ottenere una misura meno afflittiva. Tra i punti chiave, la difesa punta sulle ammissioni rese da Lavitola, che ha ammesso di essere il mandante dell’attentato contro Sigfrido Ranucci, ma ha sostenuto di averlo fatto con l’intenzione di proteggerlo. La versione fornita al gip, però, non sembra convincente per la procura. La difesa cerca di dimostrare che Lavitola ha collaborato e che non rappresenta un rischio per la giustizia.
La difesa dovrà valutare il rischio di fuga e l’eventuale inquinamento delle prove. I legami internazionali di Lavitola, tra cui quelli con il Brasile e diversi Paesi africani, rappresentano un elemento di attenzione per gli investigatori. In particolare, il tentativo di raggiungere il Camerun il 3 luglio scorso ha suscitato preoccupazioni. I legali hanno incluso nel documento le email inviate al colonnello Dario Ferrara, comandante del Nucleo investigativo, per comunicare gli spostamenti di Lavitola. Tuttavia, la procura e l’Antimafia capitolina sono scettiche su una misura domiciliare, ritenendo che non offra garanzie sufficienti. La difesa cerca di ridimensionare il rischio di fuga, ma i giudici dovranno valutare attentamente.
Il rischio di inquinamento delle prove
Un altro aspetto cruciale è il rischio di inquinamento delle prove. La difesa sostiene che le ammissioni di Lavitola possano mitigare questo rischio, ma l’eventuale concessione dei domiciliari potrebbe riaprire la questione dei suoi rapporti con altre persone coinvolte nell’indagine. Il caso più delicato riguarda Clesio Gomes Tavares, indicato come reclutatore degli uomini che avrebbero eseguito l’attentato. La difesa dovrà valutare se Lavitola potrebbe riallacciare i contatti con Tavares e concordare eventuali versioni di comodo. Tavares, però, difficilmente tornerà in Italia, dopo che le dichiarazioni di Pellegrino D’Avino e Antonio Passariello hanno messo ulteriore pressione sulla sua posizione.
La strategia giudiziaria entra nella sua fase decisiva. Per Lavitola, l’udienza del Riesame arriva in un momento particolarmente delicato. La difesa punta sulle ammissioni e sulla collaborazione per ottenere una misura meno severa, ma i giudici dovranno valutare anche il rischio di fuga, l’eventuale inquinamento delle prove e la possibilità di reiterazione del reato. Mentre la strategia giudiziaria entra nella sua fase decisiva, sul piano personale una certezza è già arrivata: la porta di casa di Natalia Potenza, almeno per ora, rimane chiusa.
- Valter Lavitola cerca di ottenere la scarcerazione attraverso una strategia giudiziaria complessa.
- L’ex compagna Natalia Potenza ha rifiutato di ospitarlo in casa né di permettergli di lavorare.
- La difesa ha presentato una memoria difensiva di 71 pagine per ottenere una misura meno severa.
- I legami internazionali di Lavitola rappresentano un elemento di attenzione per gli investigatori.
