Rubens Barrichello racconta: Schumacher un riferimento, Zanardi spiegò la pista di Monza e la bistecca con Brawn

Rubens Barrichello racconta aneddoti e ricordi con Schumacher, Zanardi e Brawn durante le gare a Monza.

Rubens Barrichello racconta aneddoti e ricordi con Schumacher, Zanardi e Brawn durante le gare a Monza
Rubens Barrichello racconta aneddoti e ricordi con Schumacher, Zanardi e Brawn durante le gare a Monza

Il 6 settembre 2026, a Monza, Rubens Barrichello ha raccontato aneddoti e ricordi che legano la sua carriera alla Ferrari, a Michael Schumacher, a Alex Zanardi e a Ross Brawn. L’ex pilota, 54 anni, ha parlato di esperienze uniche, di momenti di passione e di una vita dedicata al motorsport. Il filo che unisce la pista di Monza, la squadra Ferrari, Schumacher e Zanardi è un’esperienza che ha segnato la sua carriera e la sua vita personale.

Monza, la pista e Zanardi

Nel 1992, Alessandro Zanardi, allora in F2000, lo aiutò a comprendere ogni curva e ogni dettaglio del circuito. “Io ero giovane e lui mi spiegò tutto, curva per curva”, ha ricordato Barrichello. L’esperienza con Zanardi, che condivideva origini trevigiane, fu un momento di grande crescita per il brasiliano. “Alex è stato una persona molto importante nella mia vita e anche per la mia carriera”, ha aggiunto. Il legame con Zanardi fu speciale, tanto che il pilota lo seguì anche in altre competizioni. Un episodio particolare riguarda il periodo in cui Barrichello guidava per il team Il Barone Rampante. “Era un momento importante per me, perché stavo cercando di capire ogni circuito e ogni dettaglio”, ha spiegato. La collaborazione con Zanardi fu un punto di partenza per la sua carriera nella Formula 1.

La squadra Ferrari e Schumacher

La collaborazione con Michael Schumacher fu un altro momento chiave nella carriera di Barrichello. “Ho vissuto sei anni insieme a Michael e sono stati incredibili”, ha detto. Il legame tra i due piloti fu fondamentale per la squadra Ferrari, che vinse tante gare grazie al lavoro di gruppo. “Tutti lavoravano nella stessa direzione e Michael ne era il riferimento”, ha ricordato Barrichello. La squadra era ben organizzata, e ogni componente aveva un ruolo preciso. “Se si vinceva, si vinceva insieme”, ha sottolineato.

Un episodio particolare riguarda il periodo in cui Barrichello ha lavorato con Schumacher. “Quando ho detto a Jean Todt che volevo avere le mie possibilità, volevo sapere quanto fossi bravo accanto a lui”, ha spiegato. Lavorare al fianco di Schumacher significava confrontarsi continuamente. “Una volta andammo persino insieme a Disneyland, a Orlando”, ha ricordato. Il legame tra i due fu speciale, e Barrichello ha sottolineato come la loro collaborazione fosse un elemento chiave per il successo della squadra.

La passione per il motorsport non è mai diminuita, e continua a guidare con i suoi figli, Fernando e Eduardo, che hanno ereditato la sua passione. “Sono innamorato della mia famiglia, quando penso a lei e ai miei figli piloti, mi sento ancora più innamorato della vita”, ha detto. La sua carriera è un mix di esperienze, ricordi e passioni, che lo hanno portato a diventare un simbolo del motorsport.

Un altro ricordo memorabile riguarda Ross Brawn, ex direttore tecnico della Ferrari. Durante un periodo di prova in Italia, Barrichello ha avuto un momento di tensione. “Un giorno stavo facendo le valigie per tornare a casa, avevo un bambino piccolo, di un anno, lui arrivò e mi disse: ‘Ho una cosa buona e una brutta da dirti’”, ha raccontato. La brutta notizia era che doveva rimanere un altro giorno, mentre la buona era la promessa di una bistecca a Firenze. “Quando sono tornato pochi giorni fa in Italia, sono tornato proprio in quel posto per rimangiarla”, ha concluso Barrichello.