Droni a reazione russi complicano la difesa ucraina, Kiev cerca soluzioni rapide
Droni a reazione russi sfidano le difese ucraine, Kiev cerca intercettori più veloci.

Un’evoluzione tecnologica che complica la difesa ucraina
La Russia ha introdotto droni a propulsione jet, come il Geran-5, che sfidano le difese aeree dell’Ucraina. Questi droni, più veloci e difficili da intercettare, sono diventati una variabile cruciale nella guerra. Il presidente Zelensky ha ammesso il 30 agosto che intercettare i droni a reazione è il compito più difficile. La velocità di 600 chilometri all’ora e la capacità di operare a quote elevate rendono questi sistemi particolarmente pericolosi per le difese ucraine, che si basano su tecnologie tradizionali. La Russia ha aumentato l’uso di droni a reazione, rendendoli un problema crescente per Kiev.
La Russia ha sviluppato droni a reazione grazie a un programma segreto e a una collaborazione con l’Iran.
Un’ondata di attacchi e una sfida per le difese
In quattro giorni, la Russia ha lanciato 1500 droni, di cui circa 800 a propulsione jet. Questi droni, lanciati da aerei in volo, possono colpire obiettivi a distanze fino a 1.000 chilometri. La velocità e la capacità di evasione rendono difficile l’intercettazione. I sistemi di difesa aerea ucraini, come i Patriot, non riescono a tenere il passo con l’aumento del numero di droni a reazione. La Russia punta a saturare le difese aeree ucraine, rendendo sempre più complessa la difesa del Paese. La Russia ha aumentato l’uso di droni a reazione, complicando la difesa ucraina.
La produzione dei droni a reazione è legata a un programma segreto, il C430L, che vede la Russia aiutare l’Iran a sviluppare tecnologie di propulsione ramjet. Questa collaborazione ha portato alla creazione dei droni Shahed, prodotti in Russia e utilizzati in guerra. La Russia ha iniziato a produrre droni a reazione da almeno 9 mesi, con un aumento significativo del loro utilizzo. A Tatarstan, la fabbrica che produce droni sul modello degli Shahed ha modificato le priorità di produzione, aumentando la produzione di Geran-4 e Geran-5. A metà agosto l’intelligence ucraina ha riferito di una produzione di 3.000 Geran-4 e Geran-5 in un mese. Con una linea di rifornimento alle unità operative diretta. A fine agosto sono stati fotografati resti di droni con data di fabbricazione 15 agosto 2026. «Gli Shahed a propulsione jet vengono lanciati contro l’Ucraina praticamente direttamente dalla fabbrica», rivela “Flash” Beskrestnov.
Kiev ha riconosciuto l’urgenza di sviluppare intercettori più veloci e potenti per contrastare i droni a reazione. Il ministro della Difesa ucraino Yevhen Khmara ha parlato di fasi di test per quattro modelli di droni a reazione e dell’importanza di accelerare la produzione. L’obiettivo è raggiungere migliaia di unità di intercettori in grado di affrontare i droni russi. I sistemi di difesa aerea a medio raggio e i caccia come gli F-16, equipaggiati con sistemi avanzati, rimangono in grado di abbattere i droni a reazione, ma non in modo sostenibile nel tempo. Kiev cerca soluzioni rapide per contrastare i droni a reazione russi.
