Italia esangue: manca lo 0 positivo, allarme in Lazio, Sicilia e Campania

Emergenza sangue in Italia: manca lo 0 positivo, allarme in Lazio, Sicilia e Campania.

Donatori di sangue in piazza a Roma, emergenza sangue in Italia
Donatori di sangue in piazza a Roma, emergenza sangue in Italia

L’Italia si trova in una situazione di emergenza per la disponibilità di sangue, con un calo significativo delle donazioni e un’assenza diffusa del gruppo sanguigno 0 positivo, che rappresenta il 40% della popolazione. L’allarme è stato lanciato dal Centro nazionale sangue, con criticità registrate in Lazio, Sicilia e Campania. La carenza di sangue ha reso difficoltosa la pratica delle trasfusioni, con conseguenze dirette sulle attività ospedaliere e sulle cure dei pazienti. Il problema si ripete ogni anno, soprattutto a fine estate, quando le donazioni tendono a calare.

Gruppo 0 positivo in calo, il sangue più richiesto

Il gruppo sanguigno 0 positivo, il più comune in Italia, è anche il più richiesto, ma si trova in una situazione di grave carenza. Il Centro nazionale sangue ha segnalato un calo delle disponibilità, che ha reso necessario un appello alle associazioni dei donatori per incrementare le sessioni di donazione. La Fidas, Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue, ha lanciato un appello per coinvolgere sia i donatori periodici che chiunque desideri avvicinarsi alla donazione per la prima volta.

La donazione di sangue è un gesto vitale per la salute pubblica.

La situazione ha suscitato preoccupazioni anche tra i professionisti del settore. Secondo Luca Mele, direttore Uoc di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale dell’ospedale Grassi di Ostia, “donare è un gesto dal quale ogni giorno tantissime persone dipendono: pazienti in emergenza, persone sottoposte a interventi chirurgici, bambini e adulti”. La mancanza di sangue ha portato a rinvii di interventi e a difficoltà nell’effettuare trasfusioni urgenti, con impatti diretti sul sistema sanitario.

Un appello alle associazioni e ai donatori

Il Centro nazionale sangue ha chiesto uno sforzo in più alle associazioni dei donatori volontari, con l’obiettivo di incrementare le sessioni di donazione. La Fidas ha lanciato un appello alle strutture associate per intensificare la chiamata dei donatori, non solo quelli periodici che dopo l’estate possono tornare a donare, ma anche chiunque desideri avvicinarsi per la prima volta alla donazione di sangue e plasma. L’appello è stato supportato anche da figure pubbliche come Marco Liorni, che ha registrato un video per Adnkronos per invitare le persone a donare.

La collaborazione tra associazioni e donatori è fondamentale per risolvere l’emergenza.

La situazione ha suscitato anche l’attenzione dell’ex ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, che ha sottolineato il calo delle donazioni nella fascia di età tra i 18 e i 25 anni, soprattutto al Sud. “Tra i giovani manca una vera cultura del dono”, ha commentato, evidenziando come questa parte di popolazione sembra mobilitarsi soprattutto in occasione delle campagne di sensibilizzazione. L’emergenza, pur se ricorrente, richiede una maggiore attenzione e una maggiore partecipazione da parte di tutti i cittadini.