Emilia-Romagna supera il target di raccolta differenziata nel 2025 con il 80,3%

Emilia-Romagna raggiunge il 80,3% di raccolta differenziata nel 2025, superando il target fissato dal Prrb.

Comuni dell'Emilia-Romagna raggiungono il 80,3% di raccolta differenziata nel 2025, superando il target fissato dal Piano regionale
Comuni dell’Emilia-Romagna raggiungono il 80,3% di raccolta differenziata nel 2025, superando il target fissato dal Piano regionale

L’Emilia-Romagna ha raggiunto un traguardo significativo nel 2025, con una raccolta differenziata che si attesta al 80,3%, superando il target fissato dal Piano regionale di gestione dei rifiuti e per l’economia circolare (Prrb) 2022-2027. Il risultato rappresenta un incremento di +1,3 punti percentuali rispetto al 2024, confermando una tendenza positiva nella gestione dei rifiuti urbani. La regione, che si colloca tra le prime in Italia per questa pratica, dimostra una capacità crescente di trasformare i rifiuti in risorse, in linea con gli obiettivi di sostenibilità e economia circolare.

Un progresso diffuso tra comuni e aree

Il successo della raccolta differenziata si estende a gran parte dei comuni emiliano-romagnoli. Nelle aree di pianura, 99 su 180 comuni hanno superato il target dell’84% previsto dal Prrb, mentre nelle zone di montagna, più della metà dei comuni (68 su 127) ha centrato l’obiettivo del 67%. Tra i comuni capoluogo, Ferrara si distingue con un 88,8%, seguito da Cesena al 87,5% e Reggio Emilia al 85,1%. Anche Bologna e Rimini hanno registrato un miglioramento, sebbene il primo abbia visto un calo leggero del 0,3%.

La collaborazione tra cittadini, comuni e gestori è fondamentale per il successo del sistema.

La regione ha anche raggiunto un buon livello di differenziazione delle frazioni, con l’organico che rappresenta il 37,7% del totale, seguito da carta (18,6%), legno (8,6%), vetro (8,3%), plastica (8,2%) e rifiuti ingombranti (4,5%). Questi dati dimostrano che il sistema funziona e confermano l’efficacia della pianificazione regionale. Il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessora all’Ambiente, Irene Priolo, hanno sottolineato che il raggiungimento del 80% non è solo un traguardo numerico, ma una sfida ambientale e culturale.

Un passo verso l’economia circolare

La raccolta differenziata, in particolare, è vista come un pilastro per l’economia circolare, in cui i rifiuti diventano risorse. “Ogni materiale ben differenziato è una materia prima che può rientrare nei cicli produttivi, evitando sprechi e tutelando l’ambiente”, hanno sottolineato i due esponenti regionali. La collaborazione tra cittadini, comuni e gestori è considerata essenziale per trasformare un problema in un’opportunità e dare concretezza alla transizione ecologica.

La regolazione ha svolto un ruolo chiave nel garantire la copertura di quasi tutti i territori provinciali con contratti di lungo periodo. Sono infatti 12 su 17 i bacini gestionali con affidamenti completati al 2025, tutti assegnati a operatori qualificati e con obiettivi ambientali coerenti con il Prrb. Tra i comuni capoluogo e quelli costieri, 14 su 23 hanno già raggiunto l’obiettivo del 79% fissato dal Piano regionale. Nonostante i successi, alcuni comuni, come Rimini, non hanno ancora avviato la procedura di affidamento del servizio, limitando gli investimenti per ulteriori miglioramenti. Tuttavia, il progresso complessivo dell’Emilia-Romagna rappresenta un passo importante verso un modello di gestione dei rifiuti sostenibile e innovativo, in linea con gli obiettivi nazionali e internazionali per la transizione ecologica.