Sigfrido Ranucci critica Piervincenzi: «Dovrebbe crescere, lo dico per il suo bene»
Sigfrido Ranucci critica Daniele Piervincenzi durante un interrogatorio, sottolineando l’importanza di una crescita professionale.

Il giornalista Sigfrido Ranucci ha espresso durante un interrogatorio critica nei confronti di Daniele Piervincenzi, sottolineando l’importanza di una crescita professionale nel settore. L’interrogatorio, avvenuto il 2 luglio 2026, ha visto Ranucci parlare di una serie di eventi che hanno portato a una situazione complessa all’interno della Rai. Ranucci ha espresso la sua opinione sulle scelte di conduzione del programma Report, sottolineando l’esperienza trentennale di Piervincenzi e la necessità di un approccio più umile e paziente.
La scelta di Piervincenzi e la sua crescita
Durante l’interrogatorio, Ranucci ha espresso una critica diretta nei confronti di Piervincenzi, sottolineando che, sebbene abbia un’esperienza trentennale, dovrebbe mostrare umiltà e crescere piano piano. «Se si entra in un gruppo con un’esperienza trentennale, avendo alle spalle conduzioni al 2% di share, bisognerebbe avere l’umiltà di mettersi lì, guardare come si fa e poi crescere piano piano. Lo dico per il suo bene», ha detto Ranucci. Queste parole riflettono una visione critica del ruolo di Piervincenzi all’interno del programma. Ranucci ha anche parlato delle dinamiche interne alla Rai, sottolineando che la scelta dei sostituti è stata fatta il 20 luglio scorso. «Sarebbe stata una delle mie scelte preferite per la successione se qualcuno, in un normale dialogo aziendale, me lo avesse chiesto», ha detto. Questo commento mette in luce la sua frustrazione per la mancanza di comunicazione e di coinvolgimento nella decisione.
Le accuse e le riflessioni
Ranucci ha anche fatto riferimento a un’ipotesi di trattative per l’alleggerimento del 41 bis, sottolineando la sua preoccupazione per la situazione legale. «Potrei ipotizzare trattative per l’alleggerimento del 41 bis», ha detto. Inoltre, ha parlato dell’attentato a Pomezia e dei precedenti, sottolineando la sua sensazione che il messaggio non fosse veramente diretto a lui, ma a altri. «Io ho avuto la sensazione che questo messaggio, ovvero la bomba, non fosse veramente a me diretta, ma piuttosto diretta ad altri per ottenere, che ne so, altri benefici di altra natura», ha detto.
Ranucci ha anche fatto riferimento alla «pista nera», collegando l’estrema destra alle stragi di mafia. «L’unico è la “pista nera”», ha detto. Questo commento mette in luce la sua preoccupazione per la situazione politica e sociale. Nonostante le accuse e le critiche, Ranucci ha espresso la sua determinazione a continuare il suo lavoro, nonostante le minacce e le pressioni.
La scelta di Claudia Di Pasquale ha suscitato soddisfazione da parte di Ranucci.
Ranucci non accetta le ricollocazioni alternative immaginate per lui dalla Rai.
