Sindaco di Tribano indagato per falsità su dati incidenti stradali
Sindaco di Tribano indagato per falsità su dati incidenti stradali e installazione autovelox

Il sindaco di Tribano, Massimo Cavazzana, 61 anni, è stato indagato per falso ideologico per aver manipolato i dati sugli incidenti stradali per ottenere l’installazione di un autovelox sulla Strada Regionale 104, detta Monselice-Mare. L’inchiesta, coordinata dal pm Roberto D’Angelo della Procura di Padova, è partita da un esposto presentato da un consigliere comunale di minoranza, Roberto Bazzarello, che contestava i numeri degli incidenti forniti dal Comune alla Prefettura. Secondo l’accusa, i dati inviati erano incoerenti con quelli certificati dalla Regione Veneto, che segnalavano un numero di incidenti significativamente inferiore.
Un documento firmato digitalmente e un bilancio di previsione
Il sindaco aveva dichiarato, in un documento firmato digitalmente, che dal 2016 al 2020 gli incidenti erano stati 22, con 35 feriti. Tuttavia, i dati dell’Ufficio Statistica della Regione Veneto mostravano solo 10 incidenti, con zero morti e 19 feriti. La difesa sostiene che i dati siano stati forniti in buona fede e che l’installazione dell’autovelox fosse volta a migliorare la sicurezza. Bazzarello, convinto che l’operazione non fosse volta a tutelare la sicurezza ma a generare introiti per il Comune, ha sottolineato che nel bilancio di previsione 2024 l’amministrazione aveva ipotizzato un introito dalle multe di 1 milione di euro. L’installazione dell’autovelox, avvenuta il 3 agosto 2023, è stata però interrotta poco dopo da un sabotaggio.
Un impegno duraturo per la sicurezza stradale
Il sindaco Cavazzana ha difeso le sue azioni, sostenendo che la Monselice-Mare è una strada molto pericolosa, percorsa spesso a forte velocità. «Mi sono adoperato per la sicurezza sulla Strada Regionale 104 sempre nel rispetto della legalità e della trasparenza», ha dichiarato. Ha anche ricordato di aver combattuto per la sistemazione dell’asfalto per sette anni, tanto che altri sindaci hanno firmato un documento di richiesta alla Regione. «Ho perso un vicino di casa e una ragazzina di 14 anni», ha aggiunto, sottolineando il rischio per i cittadini.
La difesa ha anche sottolineato che il documento con i dati inviati alla Prefettura era stato firmato digitalmente dagli uffici e che il sindaco quel giorno era in Commissione Via. «Chi conosce la bontà del proprio operato non ha nulla da temere», ha concluso. L’udienza preliminare è fissata per gennaio prossimo, e il sindaco confida che il giudice saprà comprendere la verità. Nel gennaio 2024, il gruppo di minoranza ha scelto di presentare un esposto dettagliato alla Procura della Repubblica, basato su dati inequivocabili. La magistratura dovrà chiarire se le azioni del sindaco siano state motivate da una volontà di tutelare la sicurezza o da un interesse economico. L’inchiesta rappresenta un passaggio importante per il controllo democratico e la lotta alla corruzione. La strada Monselice-Mare, che attraversa il centro di Tribano, è un’arteria di grande percorrenza e di grande importanza per i cittadini.
La questione dell’installazione dell’autovelox e la manipolazione dei dati sull’incidenza degli incidenti restano al centro dell’inchiesta, con la magistratura che dovrà chiarire se le azioni del sindaco siano state motivate da una volontà di tutelare la sicurezza o da un interesse economico. La strada Monselice-Mare, che attraversa il centro di Tribano, è un’arteria di grande percorrenza e di grande importanza per i cittadini.
