Morte di Noemi Impellizzeri, RIS sequestra furgone dell’amico indagato
Morte di Noemi Impellizzeri, RIS sequestra furgone dell’amico indagato

La morte di Noemi Impellizzeri ha scatenato un’indagine del RIS a Riposto, dove è stato sequestrato un furgoncino dell’amico indagato Tony Proietto. La donna è stata trovata morta in seguito a un incendio, mentre l’unico indagato ha raccontato di averla cercata dopo che non rispondeva al cellulare. Gli uomini del RIS hanno sottoposto a sequestro il veicolo di proprietà di Proietto, per analizzarlo e cercare eventuali elementi che possano chiarire i fatti. La famiglia della vittima, però, punta il dito contro l’indagato, rifiutando l’ipotesi del suicidio.
Un legame non chiaro
Non è ancora chiaro il legame tra Noemi Impellizzeri e Tony Proietto, l’unico indagato. L’uomo ha dichiarato di essere innocente e di non aver mai avuto una relazione con la vittima, pur raccontando di un’amicizia. Secondo Proietto, la donna sarebbe morta per mano di un presunto nuovo fidanzato, con il quale aveva recentemente iniziato una relazione. L’uomo ha anche riferito di aver trovato Noemi senza vita nella sua abitazione, dopo che non aveva risposto al cellulare. Tuttavia, non ha tentato di chiamare i soccorsi, ma ha provato a contattare la madre e il fratello, senza successo.
Il corpo è stato scoperto soltanto in seguito all’incendio.
Sequestro del furgone e analisi in corso
I carabinieri hanno sequestrato il furgoncino di Proietto, con il quale svolge le sue attività di manovale, e lo hanno portato in caserma per le analisi. L’indagine, iniziata nella mattinata del 3 settembre, ha spostato i focus dall’abitazione di Noemi al veicolo, su richiesta del pubblico ministero. L’avvocato di Proietto ha definito l’azione come “atto consequenziale” e ha sottolineato la collaborazione dell’indagato durante il sequestro. Gli esiti delle analisi saranno importanti per chiarire eventuali collegamenti tra il furgone e la morte della donna.
Non è chiaro infatti quale fosse il legame tra la vittima e l’unico indagato.
Secondo Proietto, quando è entrato in casa ha visto Noemi impiccata con una corda, con i piedi viola, indicando che era morta da tempo. L’uomo ha raccontato di non aver tentato di toccare il corpo, ma di aver cercato di contattare la famiglia. Il corpo è stato scoperto solo in seguito all’incendio, che ha interessato l’abitazione. L’indagine, lunga e complessa, ha visto i carabinieri impegnati per ore, fino alle 22:00, e ha ripreso la mattina successiva non nell’abitazione, ma sul veicolo. Si attendono i risultati delle analisi per comprendere meglio i fatti. La morte di Noemi Impellizzeri rimane un mistero, con diverse ipotesi in gioco. L’indagine del RIS, che ha coinvolto anche il sequestro del furgone dell’amico indagato, cerca di chiarire i dettagli di un caso che ha suscitato molte domande e dibattiti. La famiglia della vittima, però, non sembra convinta dell’ipotesi del suicidio e punta il dito contro l’unico indagato, Tony Proietto.
