Roberto Vannacci: «Bisogna far ascoltare il battito del feto» e apre a Meloni al Colle

Roberto Vannacci parla di aborto, relazioni con Meloni e minimizza allarme su interferenze russe.

Roberto Vannacci parla di aborto e relazioni con Meloni, minimizza allarme su interferenze russe
Roberto Vannacci parla di aborto e relazioni con Meloni, minimizza allarme su interferenze russe

Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, ha parlato in un’intervista su Rete4, durante la trasmissione «È sempre Cartabianca», di temi come l’aborto, le relazioni con Giorgia Meloni e le possibili interferenze russe sul voto italiano. L’ex generale ha sottolineato l’importanza di far ascoltare il battito del feto prima dell’interruzione di gravidanza, riferendosi alla Legge 194, e ha espresso apertura verso una candidatura di Meloni al Quirinale. Vannacci ha anche minimizzato l’allarme lanciato dal vicepremier Antonio Tajani su possibili ingerenze russe, sostenendo che ogni potenza straniera cerca di condizionare le elezioni.

Legge 194 e il ruolo dello Stato

Vannacci ha sottolineato che la Legge 194 già stabilisce chiaramente il ruolo dello Stato nel tutelare la vita umana fin dal suo inizio, e che quindi non è necessario che lui stesso lo chiarisca. «Lo stabilisce già la 194, non penso che ci sia bisogno che lo stabilisca io», ha detto, ricordando come lo Stato metta in condizioni la donna di essere consapevole delle proprie scelte. L’ex generale ha anche sottolineato che l’aborto è un’«extrema ratio», e che la legge prevede provvedimenti per evitarlo. «La 194, oltre a depenalizzare l’aborto, prevede tutta una serie di provvedimenti per evitarlo», ha spiegato.

Relazioni con Meloni e il centrodestra

Interpellato su una possibile candidatura di Giorgia Meloni al Quirinale, Vannacci ha espresso apertura, definendola «una donna capace, ha dimostrato carisma e capacità». «Potrebbe essere anche un ottimo Presidente della Repubblica», ha detto. Sul piano delle alleanze, Vannacci ha espresso una posizione chiara: «Sono l’interlocutore naturale del centrodestra», ma ha anche criticato l’alleanza di centrodestra come «sbiadita». Pur escludendo intese a sinistra, ha ribadito che Futuro Nazionale è pronto a discutere con tutti, purché rispettino i principi e i valori del movimento.

Vannacci ha anche risposto alle accuse di essere un «cavallo di Troia» per il Cremlino, definendole «un nuovo epiteto dei tanti che mi sono stati affibbiati». «Filoputin? Aspetto ancora uno straccio di prova, la pistola fumante e allora rimangono chiacchiere», ha detto, sottolineando che non ha mai avuto alcun legame con posizioni russe. Di qualcosa mi devono accusare, hanno una paura terribile di me, ha aggiunto, riferendosi alle accuse di omofobia, razzismo e sessismo.

Infine, Vannacci ha chiarito il proprio status, ribadendo che «sono sempre generale. Il titolo non si perde neanche in pensione». L’intervista, che ha toccato diversi temi politici, ha dato un’idea del pensiero e delle posizioni del leader di Futuro Nazionale, in vista delle prossime elezioni e delle sfide interne al centrodestra. Non è una novità per nessuno, ha detto Vannacci, riferendosi alle possibili interferenze estere sul voto. «Non vedo perché ci si debba in qualche modo sbalordire se ci sono influenze o pressioni: fintanto che sono legali, è normale che ci siano», ha concluso, sottolineando che ogni potenza cerca di condizionare le elezioni.