Supplenza a 127 km da casa per un errore di punteggio: la docente rischia di non lavorare per due anni
Una docente di Benevento rischia di non lavorare per due anni a causa di un errore nei puntegggi delle graduatorie di supplenza.

Una docente di Benevento rischia di non lavorare per due anni a causa di un errore nelle graduatorie di supplenza. L’errore, che ha portato a una nomina a 127 km da casa, ha creato una situazione complessa per l’insegnante, costretta a rinunciare a un incarico per evitare sanzioni previste dalla normativa. Il caso, raccontato a Open, ha suscitato preoccupazioni tra i sindacati, che segnalano un problema diffuso nel calcolo dei punteggi.
Errore nei punteggi e conseguenze pesanti
La docente ha scoperto l’errore nei punteggi già a febbraio, quando si sono aperte le graduatorie provinciali per le supplenze. I punteggi relativi ai servizi prestati negli anni precedenti non erano stati correttamente caricati nel sistema. «Non mi caricava i punteggi. Non li prendeva in automatico, ma neanche mi permetteva di caricarli manualmente», ha spiegato. L’errore ha messo in pericolo la sua possibilità di ottenere una supplenza in una sede vicina a casa.
La decisione di rinunciare ha portato a conseguenze gravi.
La docente ha deciso di rinunciare alla nomina assegnatale, purtroppo a causa di un errore nella graduatoria. «La misi in fondo alle preferenze solo per riempire un buco, e pensai “con il mio punteggio figurati se mi vanno ad assegnare questa sede!”», ha raccontato. La decisione, però, ha portato a conseguenze gravi: non potrà più accedere a nuovi incarichi annuali per almeno due anni. «Ora rischio di non lavorare per due anni», ha detto la docente, che ha già iniziato a cercare una soluzione legale.
Un problema diffuso e una richiesta di intervento
La sindacalista Manuela Calza, segretaria nazionale della Flc-Cgil, ha confermato che il caso non è isolato. «Abbiamo riscontro di diversi errori di punteggio che stanno, però, per essere sistemati dagli uffici scolastici», ha spiegato. La sindacalista ha sottolineato che i problemi derivano da malfunzionamenti del sistema o errori degli uffici territoriali, che operano spesso con un sovraccarico di lavoro. «La sanzione ha una sua logica, ma ha conseguenze serie», ha aggiunto Calza, ricordando che la rinuncia a un incarico per errore può bloccare la possibilità di lavorare per due anni.
La docente ha già rivolto la sua richiesta a un avvocato.
La docente, che ha già iniziato a cercare una soluzione legale, spera in un intervento per evitare le conseguenze di un errore non suo. «Sono stata costretta a rinunciare a questo incarico a tempo determinato che mi costerà caro, non per colpa mia», ha concluso. Il caso, pur se singolo, rappresenta un problema più ampio che riguarda l’intero sistema delle supplenze e la gestione dei punteggi da parte degli uffici scolastici.
