Festival di Open, tra guerre e nuove forme di conflitto: esperti e attiviste a Parma

Festival di Open a Parma: dibattiti su geopolitica, conflitti e resistenza internazionale.

Festival di Open a Parma: esperti e attiviste discutono guerre e nuove forme di conflitto
Festival di Open a Parma: esperti e attiviste discutono guerre e nuove forme di conflitto

Il Festival di Open, in programma a Parma dal 18 al 20 settembre 2026, si concentra su temi di forte attualità: guerre, nuovi equilibri internazionali e le voci di chi si oppone ai regimi. L’evento, organizzato in Piazza Garibaldi, propone un dibattito tra esperti, attiviste e figure di spicco del mondo politico e culturale. Tra i temi trattati, la politica estera, la guerra ibrida e le nuove forme di conflitto, con un focus particolare sul Medio Oriente, l’Iran e l’Afghanistan. L’evento è gratuito e aperto a tutti, senza prenotazione.

Politica estera e nuovi equilibri mondiali

Il Festival di Open si propone come un’occasione per analizzare come la competizione tra Stati si sia spostata al di fuori del campo di battaglia, attraverso la disinformazione e nuove forme di conflitto. A discutere saranno Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo, Carlo Corazza, direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, e David Puente, vicedirettore di Open. L’evento si concentrerà su come le relazioni internazionali si stanno trasformando, con un focus su temi come la guerra ibrida e le sfide per la sicurezza europea. Un momento chiave sarà l’intervista a Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati. La crisi umanitaria a Gaza rimane un tema di forte dibattito a livello internazionale, con divisioni tra le posizioni politiche e l’opinione pubblica. La situazione continua a interrogare la comunità internazionale e a dividere l’opinione pubblica.

Voci di resistenza e attiviste internazionali

Il Festival darà voce a tre donne che hanno scelto di raccontare e contrastare le repressioni nei loro Paesi. Tra queste, Rayhane Tabrizi, attivista iraniana dell’associazione Maanà; Yuliya Yukhno, attivista bielorusso dell’associazione Talakà; e Fatima Haidari, attivista afghana dell’associazione AlefBa. Le loro testimonianze saranno un momento di confronto tra le diverse esperienze di resistenza e l’impatto delle repressioni su chi vive sotto regimi autoritari.

Un altro momento di dibattito sarà l’intervista a Francesca Mannocchi, giornalista e scrittrice, che in dialogo con la vicedirettrice Serena Danna affronterà il tema del difficile equilibrio tra indagine ed etica giornalistica nei luoghi di conflitto, e del ruolo delle vittime nelle grandi strategie geopolitiche. Accanto ai dibattiti e alle interviste, il Festival di Open propone anche un programma culturale con ospiti del mondo dello spettacolo, tra cui Rkomi, Lundini, Elly Schlein e Margherita Vicario. L’evento si svolgerà in Piazza Garibaldi a Parma e sarà gratuito e aperto a tutti. Il Festival si propone come un’occasione per leggere il presente e interrogarsi sulle sfide che attendono il futuro.

Il Festival di Open si inserisce in un contesto di crescente complessità geopolitica, con nuove forme di conflitto e una crescente attenzione alle voci di chi si oppone ai regimi. L’evento, in programma dal 18 al 20 settembre 2026, si propone come un’occasione per confrontarsi con le sfide del presente, attraverso un mix di dibattiti, interviste e momenti culturali.