Yacht in fiamme a Jesolo, salvati tutti in pochi minuti grazie all’intervento rapido

Incendio a bordo di un yacht a Jesolo, salvati tutti in pochi minuti grazie all’intervento rapido della Guardia Costiera e dei cittadini.

Yacht in fiamme a Jesolo, soccorritori e cittadini intervengono per salvare le persone a bordo
Yacht in fiamme a Jesolo, soccorritori e cittadini intervengono per salvare le persone a bordo

Domenica scorsa, a Jesolo, un incidente in mare ha evitato una tragedia grazie all’intervento rapido della Guardia Costiera e alla prontezza di alcuni cittadini. Un yacht di 18 metri, battente bandiera polacca, è entrato in fiamme mentre stava rientrando dalla Croazia verso la Marina di Cavallino. L’allarme è arrivato alle 18.04, quando l’imbarcazione si trovava a circa un miglio e mezzo dalla bocca di porto di Jesolo. La situazione è stata gestita in modo efficace, con tutti i 11 occupanti salvati senza ferite gravi.

La Guardia Costiera ha reagito in modo tempestivo, con i militari che hanno raggiunto l’incendio in pochissimi minuti grazie alla posizione strategica dell’imbarcazione, in linea d’aria proprio di fronte alla sede della Guardia Costiera. Tra i primi a intervenire, Walter Bisiol, 44 anni, originario di Musile di Piave, ha portato la propria imbarcazione il più vicino possibile allo yacht in fiamme, lanciando un estintore e contribuendo al salvataggio delle persone. Altri cittadini e imbarcazioni hanno agito in modo simile, supportando l’efforto dei soccorritori.

Salvati tutti, illesi ma spaventati

Tutti i passeggeri sono stati trasferiti nella sede della Guardia Costiera, dove sono stati ascoltati per ricostruire l’accaduto. L’imbarcazione, di proprietà di una società, è affondata attorno alle 20, nonostante l’intervento dei vigili del fuoco e dei civici pompieri volontari del Comune di Cavallino-Treporti. Il capitano dell’imbarcazione, l’imprenditore trevigiano Giorgio Vizzier, è stato l’ultimo a lasciare l’imbarcazione, come richiesto dalla legge del mare, in compagnia della moglie e della figlia.

La Guardia Costiera ha attivato il piano locale di emergenza a tutela dell’ambiente marino, predisponendo misure per fronteggiare il rischio di eventuali dispersioni di carburante. L’unità navale della società Castalia, concessionaria del Ministero, ha operato nell’area interdetta alla navigazione per prevenire e contenere eventuali fuoriuscite di gasolio. Al momento non si sarebbero verificate dispersioni, e il carburante presente a bordo sarebbe limitato, considerando che la barca stava rientrando in darsena dopo una giornata trascorsa in mare.

Indagini in corso per chiarire l’origine dell’incendio

Le verifiche successive al recupero dell’imbarcazione saranno necessarie per chiarire con maggiore precisione l’origine delle fiamme. Tra le ipotesi al vaglio non è escluso che l’incendio possa essere stato provocato dal surriscaldamento del gruppo elettrogeno, dovuto all’utilizzo dell’aria condizionata. Le spese di recupero saranno a carico dei proprietari dell’imbarcazione, come previsto dalla normativa. La situazione è stata resa possibile grazie alla combinazione di una rapida risposta da parte dei soccorritori e alla collaborazione di cittadini che hanno agito con coraggio e prontezza. La posizione strategica dell’imbarcazione ha permesso un intervento immediato, evitando un disastro potenzialmente grave. L’incidente ha messo in luce l’importanza della preparazione e della reattività in situazioni di emergenza in mare, dove ogni minuto può fare la differenza tra un salvataggio e una tragedia.