Gelateria di San Rocco chiude dopo 35 anni per caro affitti, aumento da 8mila a 11mila euro

Gelateria di San Rocco chiude dopo 35 anni per caro affitti, aumento da 8mila a 11mila euro

Gelateria di San Rocco a Venezia chiude dopo 35 anni a causa del caro affitti, aumento da 8mila a 11mila euro
Gelateria di San Rocco a Venezia chiude dopo 35 anni a causa del caro affitti, aumento da 8mila a 11mila euro

La gelateria Millevoglie, un’istituzione a San Rocco a Venezia, chiude dopo 35 anni di attività a causa del caro affitti. Il titolare, Tarcisio Carolo, ha rivelato che la richiesta di affitto è salita da 8.250 a 11.000 euro al mese, un aumento del 30%. La decisione di chiudere è arrivata in vista della scadenza del contratto fissata a fine luglio. Tarcisio ha spiegato che, nonostante abbia sempre accettato i periodici aumenti, questa volta la richiesta era troppo alta e non giustificata. «Non ci sarei stato con i costi. E così, a fine mese, chiudiamo», ha detto.

Un’attività artigiana colpita da un aumento ingiustificato

La gelateria, aperta nel 1991, ha visto un calo del 30% del fatturato con l’apertura del ponte di Calatrava. Ora, il fenomeno è aggravato dal fatto che Google ha spostato il flusso di traffico sulle calli parallele, causando un ulteriore calo del 20%. Tarcisio ha sottolineato che la zona non ha più i flussi di una volta, rendendo l’aumento di affitto ingiustificato. «Non ci sarei stato con i costi. E così, a fine mese, chiudiamo», ha detto.

La proprietà, una famiglia veneziana, ha fatto la sua richiesta. Inaccettabile per la gelateria. «A quel punto ho chiesto di restare altri due mesi. Me lo hanno concesso, ma a 12.000 euro al mese» aggiunge Tarcisio, mostrando la schermata del versamento. «Dal 30 settembre chiudiamo, non so chi verrà dopo di noi. Avranno trovato delle opportunità migliori della nostra attività». Collaboratori fidati Tarcisio continuerà a vendere i suoi prodotti nell’altra sede di Millevoglie, aperta qualche anno fa, a Cannaregio, ai piedi del ponte dei Giocattoli. Ma ovviamente il personale sarà ridotto.

Un’esperienza di vita e un legame con la città

Tarcisio ha raccontato come abbia iniziato come macellaio a San Lio, vicino alla Boutique del gelato, e abbia poi diventato amico del gelataio, il nonno degli attuali titolari. «Mi appassionai e da allora mi sono perfezionato sempre più. Ho fatto corsi anche da pizzaiolo», ha spiegato. La gelateria è diventata un punto di riferimento per la comunità, ma il caro affitti ha messo in pericolo la sua esistenza. «So che i miei collaboratori troveranno un’alternativa», ha assicurato Tarcisio, che continuerà a vendere i suoi prodotti in un’altra sede a Cannaregio.

La chiusura di Millevoglie è parte di un fenomeno più ampio: il caro affitti che sta strozzando molte attività artigiane a Venezia. Secondo la Cna Venezia, in collaborazione con l’Iuav, il primo campione di una cinquantina di laboratori e negozi ha rivelato aumenti tra il 25 e il 30%. Come nel caso di Tarcisio, che ha deciso di chiudere. «E 36 anni di affitti regolarmente pagati», ha detto con amara ironia, «ma stavolta la richiesta è stata troppo alta». La gelateria, un simbolo della città, chiude dopo un lungo percorso di lavoro e dedizione.

La decisione di chiudere è arrivata in vista della scadenza del contratto fissata a fine luglio.
La proprietà, una famiglia veneziana, ha fatto la sua richiesta. Inaccettabile per la gelateria.