Gip di Roma respinge richiesta di domiciliari per D’Avino e Passariello
Gip di Roma respinge richiesta di domiciliari per due arrestati per attentato a Ranucci

Il gip di Roma ha respinto la richiesta avanzata dai difensori di Pellegrino D’Avino e Antonio Passariello, due degli arrestati per l’attentato al giornalista Sigfrido Ranucci. La decisione, resa nota giovedì scorso, si basa su una valutazione di «reticenza» e «non credibilità» in alcuni passaggi dell’interrogatorio degli indagati. La Procura aveva già espresso un parere negativo all’istanza di attenuazione della pena, che prevedeva la reclusione domiciliare al posto del carcere. Gli arrestati, considerati tra gli esecutori materiali dell’azione dinamitarda, restano quindi in carcere.
Non credibili le dichiarazioni degli arrestati
Secondo fonti legali della difesa, il gip ha ritenuto non attendibili due passaggi dell’interrogatorio reso dagli arrestati. Il primo riguarda le modalità di approvvigionamento dell’ordigno, mentre il secondo si riferisce alla conoscenza della composizione interna dell’esplosivo. Inoltre, non è considerato credibile il fatto che i due non fossero a conoscenza della natura e delle potenzialità degli esplosivi utilizzati. Le dichiarazioni degli arrestati sono state considerate contraddittorie e non credibili.
La ricostruzione degli attentatori non convince
Durante l’interrogatorio, D’Avino e Passariello hanno spiegato di aver avuto rapporti solo con Gomes Tavares, factotum di Valter Lavitola, indagato come mandante dell’attentato. Tavares, attualmente in Africa, è stato indicato dagli arrestati come l’intermediario che avrebbe fornito la bomba. Tuttavia, il gip ha ritenuto contraddittorie le loro dichiarazioni, in quanto emerso che D’Avino avrebbe reperito l’esplosivo e che Passariello conosceva la natura degli esplosivi. La ricostruzione degli eventi non ha convinto il giudice.
La decisione del gip si inserisce nel contesto di un’indagine che vede i due arrestati accusati di aver utilizzato un metodo mafioso per compiere l’attentato. La Procura aveva già espresso un parere sfavorevole all’istanza di attenuazione della pena, sottolineando l’aggravante del metodo utilizzato. La richiesta di domiciliari, avanzata dagli avvocati Generoso Pagliarulo e Antonio Falconieri, è quindi rimasta senza effetto. Gli arrestati, che avevano risposto per oltre 9 ore alle domande del pubblico ministero Edoardo De Santis, non hanno convinto il giudice. La situazione rimane quindi invariata: D’Avino e Passariello restano in carcere. La Procura aveva già espresso un parere negativo all’istanza di attenuazione della pena, e il gip ha confermato questa posizione. Le dichiarazioni degli arrestati non sono state ritenute attendibili. La ricostruzione dell’attentato, sebbene dettagliata, non ha convinto il giudice, che ha ritenuto necessario mantenere le esigenze cautelari.
- Il gip di Roma ha respinto la richiesta di domiciliari per D’Avino e Passariello
- Le dichiarazioni degli arrestati sono state considerate non credibili
- La Procura aveva già espresso un parere negativo all’istanza
