Furti da 15 milioni in banca: la banda tradita dai resti di cibo

Indagini chiuse su colpo da 15 milioni a Casale Monferrato, i ladri traditi dai resti di cibo

Banda di ladri tradita dai resti di cibo in banca, indagini chiuse
Banda di ladri tradita dai resti di cibo in banca, indagini chiuse

A quasi tre anni dal furto da 15 milioni al caveau della filiale di Intesa Sanpaolo di Casale Monferrato, in provincia di Alessandria, le indagini sono state chiuse. Il colpo, avvenuto nel 2023, è stato reso possibile grazie a un piano estremamente complesso, che ha visto la banda scavare un tunnel sottoterra per raggiungere il caveau. La banda, composta da 12 persone, ha messo in atto due tentativi falliti prima di riuscire a portare a termine il furto. La chiusura delle indagini ha visto coinvolgere investigatori che hanno ricostruito l’organizzazione del gruppo, grazie a tracce di cibo lasciate dai ladri all’interno del caveau.

La traccia di cibo ha rivelato i responsabili

Durante la permanenza nel caveau, i ladri avrebbero mangiato lasciando briciole e tracce di cibo. Questi resti sono diventati una pista cruciale per gli investigatori, che hanno eseguito analisi del DNA sui resti ritrovati. Gli accertamenti hanno permesso di collegare alcune persone al colpo e di ricostruire l’organizzazione della banda. Il ruolo di Mario Palma, che aveva affittato una cassetta di sicurezza nel 2021 per studiare la disposizione dei locali, è stato particolarmente rilevante. La banda, guidata da Marco Scutto, noto in Campania come il «re delle rapine», ha organizzato il colpo insieme ai fratelli Gennaro e Giuseppe Russo.

Le tracce di cibo hanno permesso di ricostruire i movimenti del gruppo. Il tunnel, scavato da Giuseppe Esposito e Antonio Buccolo, è stato utilizzato per l’ingresso e l’uscita dei ladri, che hanno poi trasferito la refurtiva al Piemonte. La chiusura delle indagini ha visto la collaborazione tra diverse unità investigative, che hanno ricostruito la complessa organizzazione della banda. Andrea Cerbone, il cognato di Scutto, è stato indicato come responsabile del trasferimento della refurtiva dal Piemonte alla Campania.

Un piano perfetto, ma tradito dai dettagli

Il colpo, che ha visto i ladri entrare attraverso un tombino e muoversi lungo la rete fognaria, è stato considerato quasi perfetto. Dopo aver forzato circa 200 cassette di sicurezza, i ladri hanno raccolto contanti, gioielli, orologi e altri oggetti preziosi. Tuttavia, il loro piano è stato compromesso da un dettaglio apparentemente insignificante: il cibo lasciato all’interno del caveau. Gli investigatori hanno utilizzato le tracce di cibo per identificare i responsabili e ricostruire i movimenti del gruppo.

La banda ha operato in modo coordinato e professionale. La chiusura delle indagini ha permesso di identificare tutti i membri coinvolti e di mettere in atto misure preventive per evitare futuri episodi simili. Il caso ha anche messo in luce l’importanza delle tracce materiali, come il cibo, nel risolvere indagini complesse. Il furto ha suscitato preoccupazione nella comunità di Casale Monferrato, dove la banca è un punto di riferimento per molti cittadini. La banda, che ha operato in modo professionale, ha dimostrato come i crimini finanziari possano essere complessi e difficili da prevenire. La chiusura delle indagini segna la fine di un caso che ha suscitato grande interesse per la sua complessità e per l’originalità del metodo utilizzato dai ladri.