Trump valuta la vendita di una parte di Yosemite a un immobiliarista privato
Il presidente Usa valuta la vendita di un’area del parco nazionale Yosemite a un’azienda immobiliare, ma il Dipartimento dell’Interno ha smentito pressioni politiche.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sta valutando la vendita di una parte del parco nazionale di Yosemite a un immobiliarista privato, secondo un reportage diffuso da Notus e confermato dal Guardian. L’ipotesi, tuttavia, è stata smentita dal Dipartimento dell’Interno, che ha definito “falsa” l’idea di un piano segreto per consegnare terreni a uno sviluppatore con interessi economici. L’annuncio ha suscitato reazioni di protesta da parte di ambientalisti e sostenitori dei parchi nazionali, che temono un impatto negativo sull’ambiente e sulla conservazione del territorio.
Un’ipotesi di scambio tra terreni
Secondo le fonti, la società interessata è la Kingsbarn Realty Capital, con sede in Nevada, che possiede già un terreno di 34 ettari vicino al confine del parco. L’azienda, guidata dall’amministratore delegato Jeff Pori, vorrebbe realizzare una strada privata più breve per collegare l’area a una delle arterie principali di Yosemite, facilitando l’accesso a un possibile sviluppo immobiliare. L’ipotesi prevederebbe uno scambio tra terreni, con l’obiettivo di cedere un’area di circa un quarto di miglio in cambio di un’altra zona di valore equivalente in California.
La National Parks Conservation Association ha definito l’iniziativa un “attacco” illegittimo. Il sindacato dei dipendenti dello Yosemite si è detto “sconcertato” dalla cessione di terreni pubblici a favore di interessi privati, definendo lo scambio proposto “in antitesi con i nostri valori” di custodi del parco. In passato, era già stata avanzata una proposta per costruire una strada che attraversasse lo Yosemite, ma il progetto era stato bocciato sia da George W. Bush che da Barack Obama.
Opposizione da parte di senatori e ambientalisti
La notizia ha suscitato proteste tra ambientalisti e sostenitori dei parchi nazionali, che considerano l’iniziativa un attacco alla conservazione del territorio. I due senatori della California e il deputato democratico Jared Huffman hanno espresso contrarietà, sottolineando che Yosemite e altri parchi devono essere protetti e non trasformati in opportunità di profitto per sviluppatori privati.
Il Dipartimento dell’Interno ha smentito che vi siano pressioni politiche per raggiungere un risultato prestabilito. Nessuna decisione definitiva sarebbe stata presa, ma l’ipotesi ha creato tensioni all’interno del National Park Service. La situazione rimane in fase di valutazione, con l’attenzione concentrata su come potrebbe evolversi la questione. La National Parks Conservation Association, un’organizzazione che si batte per la tutela dei parchi americani, ha definito l’iniziativa un “attacco” illegittimo. La notizia ha suscitato reazioni di protesta da parte di ambientalisti e sostenitori dei parchi nazionali, che temono un impatto negativo sull’ambiente e sulla conservazione del territorio. La proposta, se confermata, potrebbe rappresentare un cambiamento significativo nella gestione dei parchi nazionali, con conseguenze potenzialmente profonde per l’ecosistema e per la comunità locale. La questione rimane al centro dell’attenzione, con il dibattito che si intensifica tra chi sostiene l’apertura al mercato immobiliare e chi difende la protezione del patrimonio naturale.
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