Alluvioni in Nepal: 626 morti e quasi 3000 dispersi, soccorso rallentato da fango e tunnel
Alluvioni in Nepal: 626 morti e quasi 3000 dispersi, soccorso rallentato da fango e tunnel

Le alluvioni in Nepal continuano a causare gravi conseguenze, con il bilancio delle vittime che si aggira intorno ai 626 morti e quasi 3000 dispersi, secondo l’ultimo aggiornamento diffuso dall’autorità nepalese. Le operazioni di soccorso, tuttavia, sono ostacolate da spessi strati di fango e da persone intrappolate nei tunnel di montagna, ha spiegato il portavoce delle forze armate Raja Ram Basnet. L’emergenza, che colpisce soprattutto le regioni di Temure, Syabrubesi e Mailung, ha causato un impatto devastante, con numeri in crescita che superano quelli comunicati inizialmente dalla polizia. Il governo di Katmandu ha stimato il costo della ricostruzione intorno ai 4-5 miliardi di dollari.
soccorso e sfide logistiche
Le squadre di soccorso, composte da 82 uomini tra militari e polizia, sono impegnate in operazioni di scavo e ricerca per raggiungere 100 operai intrappolati nel tunnel del progetto idroelettrico Trishuli-3A, nel distretto di Rasuwa. Tuttavia, le condizioni meteorologiche avverse e il fango rendono particolarmente difficili i soccorsi. Gli elicotteri, coinvolti nelle operazioni, non riescono a atterrare e decollare a causa della copertura di fango, complicando ulteriore il trasporto di aiuti e personale. Il portavoce Basnet ha precisato che, venerdì mattina, solo quattro individui erano stati tratti in salvo da quella particolare situazione, con l’ipotesi che molti altri siano ancora intrappolati.
Le autorità hanno rafforzato le attività per liberare l’ingresso del tunnel da fango e detriti, ma le operazioni restano complesse. Il bilancio delle persone salvate, invece, segna un incremento, con più di 4.400 individui tratti in salvo dall’inizio della crisi alla serata di venerdì. Le operazioni di soccorso, tuttavia, non sono ancora concluse e continuano a essere ostacolate da condizioni estreme.
identificazione dei corpi e sfide nella gestione dei dispersi
Nel distretto di Chitwan, nel Nepal centro-meridionale, le autorità hanno recuperato finora 233 corpi, ma soltanto quattro sono stati identificati. I corpi raccolti dalle strutture sanitarie e dalle rive dei fiumi sono in stato di decomposizione e non sono più identificabili, ha spiegato l’Ufficio dell’amministrazione distrettuale di Chitwan. I restanti 229 corpi sono conservati nei centri di deposito e nelle strutture sanitarie, mentre le autorità continuano a raccogliere e registrare campioni di DNA per consentirne l’identificazione. Il numero dei dispersi, invece, è aumentato sensibilmente, con un totale che arriva a quasi 3mila persone, anche se è ancora difficile stabilire se ci siano sovrapposizioni tra i dispersi.
Secondo il ministro delle Finanze Swarnim Wagle, la stima per riparare i danni si aggira intorno ai 4-5 miliardi di dollari. Il governo ha iniziato a valutare i danni, ma la stima è considerata iniziale e potrebbe variare. Intanto, Papa Leone XIV ha inviato un sostegno economico per le necessità più urgenti, rendono noto i media vaticani. Il contributo aiuterà Caritas Nepal nel fornire assistenza immediata con cibo, generi di prima necessità e spazi di accoglienza per chi ha perso tutto. Le operazioni di soccorso, tuttavia, restano complesse e la situazione non si preannuncia facile da risolvere.
