Antonio Ghisetti: «La mia casa? Un ente extra territoriale. Mi separo dall’Italia»

Un 90enne si dichiara “governatore” di un ente extra territoriale a Cornadella.

Un uomo di quasi 90 anni si dichiara governatore di un ente extra territoriale a Cornadella
Un uomo di quasi 90 anni si dichiara governatore di un ente extra territoriale a Cornadella

Un 90enne si dichiara “governatore” di un ente extra territoriale

A Cornadella, non lontano dall’asilo Archimede, si trova un’abitazione di vecchia data, affiancata da un cartello che la definisce come un “Ente extra territoriale”, con tanto di “governatore” Nordest. È lì che vive Antonio Ghisetti, un uomo di quasi 90 anni che si dichiara separato dall’Italia. «La mia casa? Un ente extra territoriale. Mi separo dall’Italia», ha detto. La sua casa, visibilmente di vecchia data, è il simbolo di una decisione radicale: tagliarsi fuori dallo Stato italiano.

Una guerra d’indipendenza nata da una causa legale

La sua decisione non è casuale, ma il frutto di una battaglia legale durata anni. Antonio ha perso una causa di eredità, che lo ha visto sconfitto in tutti e tre i gradi di giudizio. «Se anche avesse vinto, non avrebbe pareggiato le spese sostenute, ma tant’è», ha commentato. L’amarezza ha avuto il sopravvento, e ha deciso di “deitalianizzarsi”. «Adesso il mio Stato sono io», ha affermato. La sua dichiarazione, fatta con una voce ferma e una mente lucida, è il risultato di una battaglia persa, ma non dimenticata.

Antonio ha creato un Trust, un accordo con se stesso, che lo ha portato a considerare la sua casa come il suo Stato. «La mia casa è il mio Stato ed io la governo», ha spiegato. Il cartello affisso sul cancello conferma questa dichiarazione, indicando la sua figura come “governatore” dell’Ente. Inoltre, si dichiara cittadino dell’isola di Jersey, un fazzoletto di terra nel Canale della Manica, che ricade sotto la Corona britannica. La sua casa è il suo Stato, e lui la governa.

NATO a Sacile, Antonio ha vissuto una vita tormentata. Ha perso la moglie a 27 anni, dopo un’emorragia cerebrale diagnosticata come una cattiva digestione. Ha allevato due figli, uno dei quali è morto qualche anno fa. Oggi vive in Piemonte, vicino all’unica figlia rimasta. Nonostante l’età, la sua mente è lucida e la sua capacità di badare a se stesso è notevole. «Tutti i mobili qui dentro li ha fatto mio padre», ha detto, riferendosi a una credenza di cent’anni. La sua storia è un esempio di resistenza e di ricerca di identità.

Antonio ha lavorato alla Olivetti, era quello che ottimizzava il lavoro degli altri. Oggi lo definiremmo un manager e anche uno di quelli ben pagati. La prova più dura l’ha vissuta quando aveva 29 anni: «Morì mia moglie, aveva solo 27 anni. Le venne una emorragia cerebrale, diagnosticata come una cattiva digestione – Lui restò con due bimbi da crescere – 10 mesi l’uno e 3 anni l’altro». Oggi è nella sua casa di Sacile, ma in procinto di tornare in Piemonte: «Sono qui in vacanza», afferma. La sua decisione di tagliarsi fuori dallo Stato italiano non è solo una dichiarazione di principio, ma un atto di ribellione. «Ci salutiamo da buoni amici, anzi, da fratelli, essendo tutti figli dello stesso Padre Celeste», ha concluso. La sua storia è un esempio di come una persona, anche se non è mai stata un leader politico ufficiale, possa scegliere di vivere in modo diverso, anche se non è mai stato un leader politico ufficiale.