ICE, arresti record negli USA: 50 mila fermi a luglio, la maggioranza senza precedenti penali
Nuovi dati sull’ICE: 50 mila arresti a luglio, la maggioranza senza condanne o precedenti penali.

Nel mese di luglio 2026, l’Immigration and Customs Enforcement (ICE) ha effettuato 49.571 arresti, un numero record che segna un incremento del 70% rispetto a febbraio dello stesso anno. La maggioranza delle persone fermate non aveva condanne o precedenti penali, un dato che svela una strategia di controllo immigrazione diversa da quella promossa ufficialmente. L’operazione, che ha visto un incremento significativo in diversi stati, ha coinvolto non solo immigrati senza status legale, ma anche coniugi di cittadini statunitensi, persone in attesa di decisione su domande di asilo e individui con status temporanei messi in discussione dall’amministrazione.
Un incremento di arresti in tutto il Paese
La crescita del numero di arresti non riguarda solo gli Stati tradizionalmente più favorevoli alla politica di Trump. Anche in aree politicamente ostili alla stretta federale, come Connecticut, l’ICE ha condotto operazioni che hanno portato a oltre 50 arresti in pochi giorni. Secondo un’analisi dell’Associated Press sui dati forniti al Deportation Data Project, il numero di arresti settimanali è passato da 1.044 a quasi 1.600 al giorno nel periodo tra giugno e luglio. Questo incremento ha superato il livello raggiunto durante l’inverno, quando i fermi erano saliti a circa 40 mila a dicembre.
Secondo il New York Times, oltre il 50% delle persone arrestate a luglio era accusata di violazioni civili delle leggi sull’immigrazione ma non aveva alcuna condanna penale. Meno di un quarto dei fermati aveva una condanna, e la quota di persone con precedenti per reati violenti è scesa al di sotto del 4%. Questo quadro svela un modus operandi diverso da quello promesso ufficialmente, che mira a catturare i cosiddetti “worst of the worst”, cioè gli immigrati responsabili di reati gravi. In realtà, l’attenzione si è spostata su individui che non avevano alcun background penale.
La strategia dell’ICE sembra concentrarsi su una vasta gamma di individui, non solo su quelli con un passato penale.
Un fenomeno in crescita nel 2025
Secondo il Deportation Data Project, la quota di arrestati senza condanne penali né accuse pendenti è cresciuta costantemente nel 2025: dal 21,9% nei primi tre mesi al 34,2% nei tre mesi successivi, fino al 40,5% nel terzo trimestre. Nello stesso periodo, gli arresti dell’ICE sono quadruplicati e quelli di persone senza condanne penali sono cresciuti di oltre 7 volte. I dati sulla detenzione confermano questa tendenza: al 4 aprile 2026, l’ICE deteneva 60.311 persone, delle quali 42.722, il 70,8%, non avevano condanne di carattere penale.
Questi numeri rafforzano l’idea che l’agenzia stia adottando un modus operandi che non si limita alla ricerca dei “worst of the worst”, ma include anche individui che non hanno alcun background penale. L’obiettivo sembra essere una maggiore pressione sull’immigrazione, anche se non sempre in linea con le dichiarazioni ufficiali. La situazione continua a evolversi, con operazioni che si estendono a diversi stati e con un aumento del numero di arresti che segna un nuovo record.
La strategia dell’ICE sembra concentrarsi su una vasta gamma di individui, non solo su quelli con un passato penale.
