Niccolò Camon, 24 anni, muore in un incidente stradale: compagni di squadra in lutto per un ragazzo pieno di grinta
Un giovane di 24 anni muore in un incidente stradale a Montagnana, i compagni di squadra lo ricordano come un ragazzo pieno di grinta.

Niccolò Camon, 24 anni, è morto ieri sera in un incidente stradale a Montagnana, in provincia di Padova. L’incidente, avvenuto in via Saoncella intorno alle 18.30, ha visto la sua Lancia Y10 schiantarsi contro una Renault Megane guidata da un 54enne, rimasto ferito in modo lieve. Per Camon, invece, non c’è stato nulla da fare: le lesioni riportate nello schianto si sono rivelate troppo gravi. Il personale medico ha tentato a lungo di rianimarlo, ma ogni sforzo è stato vano. La notizia ha lasciato sconvolto il mondo del calcio dilettante e la comunità locale.
Un incidente violento e una morte improvvisa
L’urto è stato violentissimo: il conducente dell’utilitaria, dopo l’impatto, si sarebbe ribaltata, terminando la propria corsa a poca distanza dal punto dello scontro. Stando a una prima ricostruzione, le due vetture procedevano in direzioni opposte quando, per ragioni ancora da chiarire, si è verificata la collisione. I soccorsi sono stati immediati: i sanitari del Suem 118 e l’elisoccorso sono intervenuti in via Saoncella, ma non hanno potuto salvare il giovane. I vigili del fuoco e i carabinieri hanno lavorato per mettere in sicurezza l’area e ricostruire i fatti. Le lesioni riportate nello schianto si sono rivelate troppo gravi. Il personale medico ha tentato a lungo di rianimare il giovane, ma ogni sforzo è stato vano e non è rimasto che constatarne il decesso. Il conducente della Megane, che ha riportato lievi traumi, è stato preso in cura dai soccorritori.
Un ragazzo pieno di grinta e di talento
«Un ragazzo buonissimo, pieno di grinta», hanno detto i compagni di squadra, ricordando Niccolò Camon come un giovane che aveva la passione per il calcio e la capacità di trasmetterla agli altri. Difensore centrale, mancino, era cresciuto nelle giovanili del Bevilacqua, con cui aveva esordito in prima squadra. Era seguito da Villa Bartolomea e al Real Minerbe, tra campionati vinti, una coppa e finali sfiorate, poi il passaggio al Castelbaldo e, con il mercato invernale, al Bonavigo.
Chi lo aveva presentato ai tifosi nei profili social delle squadre lo aveva definito empatico, altruista e leale. «Era un ragazzo buonissimo, in campo ci metteva sempre grinta. Anche fuori era speciale, tranquillissimo», racconta un compagno di squadra, ricordando l’ultima volta che l’ha visto: «Mi dà grande dolore pensare che martedì ero lì ad allenarmi con lui e l’ho visto per l’ultima volta mentre andava a cambiarsi». Il presidente Andrea Cavallini lo aveva voluto fortemente: «Erano tre anni che lo cercavamo. Un ragazzo umile, educato e gentile, fortissimo in campo e corretto fuori, un vero trascinatore».
La notizia ha lasciato incredula Borgo San Marco, la frazione dove Camon viveva con la famiglia. «Non oso pensare al dolore dei famigliari», ha detto il sindaco Gian Paolo Lovato, ricordando che «Nico», come lo chiamavano gli amici, si era laureato in Comunicazione all’Università di Ferrara e lavorava come impiegato in un ufficio di Vicenza. Il calcio era la sua grande passione, coltivata fin da bambino grazie al papà.
Questa sera la società si riunirà per decidere se scendere in campo domenica. «Per rispetto della famiglia, adesso come adesso, direi di no», conclude Cavallini. «Vedremo se i ragazzi se la sentiranno di onorare Nico giocando». Il calcio dilettante, però, non potrà mai dimenticare un ragazzo che aveva la grinta, la passione e la capacità di ispirare gli altri.
