Sigfrido Ranucci e la difesa di Report: una lettera alla Rai per salvare il programma
Sigfrido Ranucci e i suoi inviati scrivono alla Rai per salvare Report, denunciano un piano di commissariamento.

Il 27 agosto 2026, la redazione di Report ha inviato una lettera al direttore degli Approfondimenti della Rai, Paolo Corsini, per esprimere la propria posizione sul futuro del programma. La missiva, non ancora resa pubblica, nasce in un contesto di tensione legata alla decisione di rimuovere Sigfrido Ranucci dalla conduzione del programma. Gli inviati, che hanno lavorato fianco a fianco con il conduttore per anni, esprimono una netta contrarietà a qualsiasi ipotesi di sostituzione esterna, considerandola un “commissariamento” del programma. La lettera, sebbene non sia chiaro se sia stata sollecitata direttamente dalla Rai o nata spontaneamente, rappresenta un segnale di solidarietà verso Ranucci e un appello per la salvaguardia di uno dei pilastri del giornalismo investigativo italiano.
La difesa di Report e la posizione degli inviati
La lettera, accompagnata da una nota ufficiale, sottolinea la profonda contrarietà degli inviati a qualsiasi ipotesi di conduttore esterno. «Qualsiasi scelta differente sarà da noi giudicata come ostile e tesa alla normalizzazione e al commissariamento del programma», si legge. Gli autori del documento riconoscono che all’interno della redazione ci sono già le professionalità necessarie per garantire la continuità del programma, e avvertono che una decisione esterna potrebbe mettere a rischio la sua autonomia e la sua reputazione. «Ci auguriamo perciò che la Rai intenda tutelare uno dei suoi marchi più prestigiosi non solo dal punto di vista della qualità ma anche degli ascolti», scrivono.
La lettera non si limita a difendere un conduttore, ma chiede la salvaguardia di un modello di giornalismo che ha reso Report un simbolo di qualità e indipendenza. Gli inviati denunciano un disegno politico che mira a delegittimare la trasmissione, i suoi giornalisti e le principali inchieste, con l’intento di infangare uno dei presidi di libertà e indipendenza informativa del servizio pubblico.
La soluzione interna e la crisi nella redazione
La lettera chiude con un appello per una soluzione interna, ma non esclude la possibilità di una sostituzione di Ranucci. «All’interno della redazione ci sono già le professionalità necessarie, che in questi anni hanno fatto funzionare la macchina del programma», scrivono gli autori. Tuttavia, la redazione sembra spaccata: tra i “lealisti” a Ranucci e chi guarda oltre, la situazione è complessa. Secondo alcune fonti, la proposta di un documento di solidarietà a Sigfrido non è passata, e la decisione finale spetta comunque alla Rai. «Ovvio che la decisione finale, comunque, spetterà alla Rai», si legge nella nota.
La questione rimane aperta, ma la lettera rappresenta un tentativo di salvaguardare il programma e il suo modello di lavoro. Gli inviati, pur esprimendo una netta contrarietà a qualsiasi ipotesi esterna, non escludono una sostituzione interna, ma avvertono che una decisione esterna potrebbe mettere a rischio la continuità del programma.
