Tony Boy ai domiciliari a Padova, le accuse di spaccio e la pistola

Tony Boy, trapper arrestato per spaccio e detenzione di arma, sconta domiciliari a Padova.

Trapper Tony Boy sconta arresti domiciliari a Padova dopo essere stato trovato in possesso di droga e pistola
Trapper Tony Boy sconta arresti domiciliari a Padova dopo essere stato trovato in possesso di droga e pistola

Il trapper Tony Boy, vero nome Antonio Hueber, sta scontando gli arresti domiciliari a Padova, nella casa dei genitori, dopo essere stato trovato in possesso di droga e di una pistola. L’arresto, avvenuto a Milano, ha suscitato un certo imbarazzo nella famiglia, con il padre Leonardo Hueber che ha espresso disappunto ma ha preferito non commentare ulteriormente. La madre Ludmila Nachtigal, poetessa e bibliotecaria, ha scelto di non intervenire. L’episodio, raccontato da Il Mattino di Padova, ha acceso dibattiti su condotta, dipendenza e rispetto delle norme.

Le accuse e la pistola acquistata su Telegram

Durante una perquisizione a casa del trapper, la polizia ha trovato sostanze stupefacenti e una pistola con matricola abrasa. Tony Boy ha spiegato di aver acquistato l’arma per autodifesa dopo un furto subito il 10 marzo. L’arma, acquistata attraverso un gruppo Telegram, è stata pagata in bitcoin tra i 300 e i 400 euro. Il trapper ha anche rivelato di aver utilizzato la pistola per la realizzazione di un video musicale, ma il gip ha ritenuto che le caratteristiche dell’arma la rendessero potenzialmente utilizzabile contro una persona, evidenziando una certa «spregiudicatezza» nella condotta del giovane.

La difesa ha presentato documentazione relativa a una condizione di tossicodipendenza da ketamina, cocaina e marijuana. Tony Boy ha raccontato di aver iniziato a usare sostanze fin da adolescente, per sostenere i ritmi della vita notturna legati alla sua attività. Secondo il gip, le quantità di droga rinvenute sarebbero comunque compatibili con le «elevate capacità economiche» del trapper, che nel 2024 ha dichiarato circa 250mila euro di reddito lordo.

La famiglia e le reazioni

Il padre Leonardo Hueber ha espresso disappunto, ma ha chiarito di non essere un magistrato. «Io faccio l’ingegnere, non il magistrato», ha detto, riferendosi al ruolo della famiglia nella gestione della situazione. La casa di famiglia, situata nel quartiere Forcellini, è lontana dall’ambiente della musica trap in cui il figlio è diventato famoso. Il trapper ha respinto l’accusa di spaccio, sostenendo che la droga fosse destinata al consumo personale. La procura ha definito la situazione «pericolosissima», sottolineando i rischi derivanti dall’uso di armi e dall’abuso di sostanze. Il gip ha disposto gli arresti domiciliari nella casa dei genitori, in attesa dell’interrogatorio. Il caso ha suscitato interesse anche per il contesto più ampio, con riferimenti a episodi simili in altre città e a dibattiti su condotta e responsabilità. La famiglia, pur dispiaciuta, attende con attenzione i prossimi sviluppi.