Yayoi Kusama, la regina dei pois, è morta a 97 anni

L’artista giapponese Yayoi Kusama, nota come la “regina dei pois”, è morta a 97 anni. Le sue opere e le Infinity Rooms hanno conquistato il mondo.

Artista giapponese Yayoi Kusama, nota per le sue opere a pois e le Infinity Rooms, è morta a 97 anni
Artista giapponese Yayoi Kusama, nota per le sue opere a pois e le Infinity Rooms, è morta a 97 anni

Yayoi Kusama, l’artista giapponese conosciuta come la “regina dei pois”, è morta a 97 anni. La notizia è stata diffusa giovedì 27 agosto dalla sua società, che ha annunciato la scomparsa dell’artista in un ospedale di Tokyo. Kusama, celebre per le sue opere a pois e per le celebri “Infinity Mirror Rooms”, ha lasciato un’eredità artistica unica e globale. La sua carriera, che ha visto l’evoluzione di un linguaggio visivo riconoscibile in tutto il mondo, si è sviluppata attraverso decenni di lavoro e innovazione.

Una vita dedicata all’arte e alle sue visioni

Nata nel 1929 a Nagano in una famiglia benestante ma segnata da tensioni familiari, Kusama iniziò a disegnare i suoi caratteristici puntini e reticoli già a dieci anni. Questi motivi, sviluppati come modo per esorcizzare le proprie paure, sono diventati il simbolo distintivo del suo lavoro. Dopo aver studiato pittura a Kyoto, nel 1957 si trasferì negli Stati Uniti, prima a Seattle e poi a New York, dove per sedici anni, nonostante le ristrettezze economiche, divenne un nome di punta dell’avanguardia.

La sua carriera ha visto l’evoluzione di un linguaggio artistico unico, che univa pittura, performance, narrativa e poesia. Kusama ha trasformato le sue allucinazioni e i suoi traumi in opere sfolgoranti, con i suoi motivi caratteristici di pois, reti e infinito. Il successo commerciale è arrivato tardi, a partire dagli anni Novanta, con le sue zucche e le sale degli specchi infiniti, divenute fenomeno globale anche sui social network.

Artista giapponese Yayoi Kusama, nota per le sue opere a pois e le Infinity Rooms, è morta a 97 anni, immagine di approfondimento

Un ricovero volontario e un lavoro senza fine

Tornata in Giappone nel 1973, Kusama scelse di vivere volontariamente in un ospedale psichiatrico di Tokyo, da dove ha continuato a lavorare fino in età avanzata. Il ricovero, scelto come forma di protezione per la sua salute mentale, non ha mai interrotto la sua passione per l’arte. Anche negli ultimi anni, ha creato opere e ha partecipato a mostre internazionali, dimostrando una dedizione senza pari. Le sue Infinity Rooms sono diventate un simbolo del suo lavoro e un fenomeno globale. Il successo ha raggiunto picchi con l’incorporazione del suo lavoro nel mondo dell’arte contemporanea, con opere vendute per milioni di dollari. Nel 2016, Kusama è stata inserita nel “Time” tra le cento persone più influenti al mondo, un riconoscimento che ha confermato il suo impatto internazionale.

Kusama ha sempre espresso attraverso la sua opera una visione del mondo basata sull’ossessione per i pois e l’infinito. Per lei, i pois non erano solo un motivo decorativo, ma il cuore di una filosofia artistica che si basava sull'”autoannientamento”. L’artista ha spesso criticato il Giappone, che definì “pieno di disprezzo per le donne”, e ha espresso la sua speranza che il suo lavoro continuasse a ispirare dopo la sua morte. La sua società ha dichiarato che Kusama ha continuato a dipingere fino agli ultimi giorni, senza mai posare il pennello. “Il mio desiderio è che il futuro luminoso, la bellezza dell’amore e la mia anima vengano tramandati”, ha scritto l’artista. La sua opera, con i suoi motivi di pois e le sue Infinity Rooms, rimarrà un simbolo universale di creatività e visione artistica.