Costi dello sport in aumento: per un figlio si spendono fino a 1100 euro l’anno
Aumentano i costi per l’iscrizione a sport: per un figlio si spendono fino a 1100 euro l’anno.

Per un figlio si spendono fino a 1100 euro l’anno per l’iscrizione a uno sport, con un incremento dei costi legati a palestre, istruttori, gare e trasferte. Le famiglie trevigiane, in particolare, si trovano a fronteggiare un carico economico crescente, spesso sostenuto grazie a sponsor e contributi per non onere interamente le famiglie. I dati emergono da un’indagine su costi e rincari nell’ambito dello sport, con un focus su società locali che cercano di mantenere l’accessibilità.
Costi mensili e annuali per sport diversi
Le spese variano in base allo sport scelto. Per il karate, ad esempio, la quota mensile si aggira intorno ai 50 euro, mentre per il nuoto si parte da 55 euro. Il tennis, invece, può costare tra i 40 e i 100 euro al mese, in base alla frequenza e al livello. Per la pallavolo e il basket, la spesa annuale si aggira tra i 400 e i 500 euro, mentre nella scherma si parte da circa 700 euro e può superare quota mille con l’aumento degli allenamenti e dell’attività agonistica. Le quote non bastano a coprire tutte le spese. Ci sono infatti costi aggiuntivi come le palestre, gli istruttori, le gare, le trasferte, le assicurazioni e il materiale. A pesare anche i consumi energetici degli impianti coperti e riscaldati. «Riusciamo ad andare avanti con grossi sacrifici», spiega il fondatore di una società di karate.
Le società cercano soluzioni per sostenere i costi
Le società trevigiane, come l’Hesperia Basket, si trovano a fronteggiare costi annuali elevati, con spese per le palestre che arrivano a 18-20mila euro l’anno. «Solo per le palestre spendiamo tra i 18 e i 20mila euro l’anno», racconta il dirigente Mauro Torre. «Poi ci sono le spese federali, gli arbitri, gli allenatori, il materiale, le assicurazioni e tutti gli adempimenti. Annualmente perdiamo tra i 15 e i 18mila euro, compensate soprattutto attraverso sponsor e altre entrate». L’obiettivo è di non scaricare tutto sulle famiglie e di aiutare chi non riesce a sostenere interamente la quota.
Il rapporto tra istruttore e allievi incide sui costi. «A pesare possono essere anche i consumi energetici degli impianti coperti e riscaldati», spiega Andrea Camarin, delegato FITP per la provincia di Treviso. L’effetto trascinamento dei grandi campioni, come Jannik Sinner, continua a influenzare l’intero settore, con un impatto positivo sullo sport di racchetta. Le società cercano di mantenere l’equilibrio tra costi e accessibilità, sfruttando sponsor e contributi per sostenere le famiglie. «Cerchiamo di formare brave persone», conclude Ofelio Michielan. «L’obiettivo è che lo sport rimanga un’esperienza inclusiva e accessibile per tutti, anche se i costi continuano a salire.
