Prezzi carburanti in aumento, diesel a 3 euro: il caro energia costa 1,8 miliardi in più
Prezzi carburanti in aumento, diesel a 3 euro: il caro energia costa 1,8 miliardi in più.

Il caro energia si fa sentire con forza: i prezzi dei carburanti sono saliti a livelli record, con il diesel che ha superato la quota di 3 euro in autostrada. Secondo i dati del ministero delle Imprese e del Made in Italy, il costo medio del gasolio in self service lungo la rete stradale nazionale è di 2,137 euro al litro, mentre sulla rete autostradale arriva a 2,208 euro. Per un pieno da 50 litri, i cittadini italiani hanno pagato circa 14 euro in più rispetto a un anno fa per un’auto a benzina e oltre 20 euro in più per una diesel. L’impatto economico è enorme: Confesercenti stima che, solo per il pieno, gli italiani abbiano speso 1,8 miliardi di euro in più rispetto a luglio e agosto 2025.
Extraprofitti e tasse: il dibattito politico
La situazione ha acceso un acceso dibattito tra i principali esponenti del governo e del centrodestra. La segretaria del Pd, Elly Schlein, ha chiesto al governo di tassare gli extraprofitti accumulati dalle grandi società energetiche, sottolineando che “il caro energia ha riflessi pesantissimi sul costo della vita, delle merci, dei beni alimentari”. Secondo Schlein, il governo “sta letteralmente navigando a vista” e non ha preso provvedimenti efficaci per proteggere i cittadini. “Con la stagione invernale ormai alle porte, le misure tampone non bastano più per proteggere il Paese”, ha aggiunto.
Il vicepremier Antonio Tajani, invece, ha espresso un’opinione contraria, definendo la proposta di tassare gli extraprofitti “roba da Urss”. “La parola tasse mi dà l’orticaria”, ha commentato il ministro degli Esteri, durante il Meeting di Rimini di Comunione e Liberazione. Tajani ha sottolineato l’importanza di un confronto con il settore energetico, ma ha rifiutato l’idea di introdurre nuove tasse. “Un confronto, un contributo è giusto che sia dato, come abbiamo fatto con le banche, con le assicurazioni”, ha detto, ma ha rifiutato di sentire parlare di extraprofitti.
La posizione di Tajani: “Roba da Urss”
La posizione di Tajani ha suscitato reazioni nel centrodestra, soprattutto tra i leghisti. Il senatore Claudio Borghi ha criticato la posizione del vicepremier, ricordando che anche le accise sono tasse e che “la scelta è se le devono pagare i cittadini o un settore che ha fatto 200 miliardi di utili in pochissimi anni”. Borghi ha sottolineato che l’alternativa è tra un aumento del deficit e l’introduzione di nuove tasse, ma ha anche espresso la volontà di stracciare il Patto di stabilità se necessario.
La situazione del caro energia non sembra destinata a migliorare nei prossimi mesi. I prezzi dei carburanti continuano a salire, nonostante le misure tampone messe in campo dall’esecutivo. Confesercenti ha sottolineato che il protrarsi delle tensioni internazionali e la volatilità dei prezzi energetici rischiano di penalizzare la stagione turistica di settembre e di trasferirsi sull’intera economia, alimentando nuove pressioni inflazionistiche. Per questo, serve un intervento mirato e strutturale sulla fiscalità di carburanti ed energia, capace di attenuare gli shock e di evitare che i rincari si propaghino a catena su imprese, famiglie e consumi.
Il dibattito politico sul caro energia si fa sempre più acceso, con posizioni contrapposte tra chi chiede tasse sugli extraprofitti e chi rifiuta l’idea di introdurre nuove tasse. La situazione rimane delicata, con il rischio che i rincari dei carburanti continuino a pesare sui bilanci delle famiglie e sulle imprese, alimentando una crisi economica che non sembra destinata a risolversi in breve tempo.
Il caro energia ha effetti devastanti sui bilanci delle famiglie e sulle imprese.
La situazione richiede un intervento strutturale e mirato per evitare ulteriori danni.
