Cacao e sviluppo: l’Africa al centro di un’alleanza internazionale

L’Africa e l’Italia si uniscono per trasformare il cacao in strumento di sviluppo, con investimenti e collaborazioni per migliorare la vita dei produttori.

Rappresentanti africani e italiani discutono il ruolo del cacao come strumento di sviluppo, con investimenti e collaborazioni per migliorare la vita dei produttori
Rappresentanti africani e italiani discutono il ruolo del cacao come strumento di sviluppo, con investimenti e collaborazioni per migliorare la vita dei produttori

Il cacao, materia prima di origine africana, sta diventando un simbolo di sviluppo e collaborazione internazionale. Dopo anni di crisi e marginalità, il settore sta ricevendo attenzione crescente, con l’obiettivo di trasformarlo in un motore di crescita per le comunità locali. L’incontro “Cacao Connect. La via italiana per il cacao”, organizzato al Meeting di Rimini in collaborazione con il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci), ha visto la partecipazione di rappresentanti dei governi africani, delle istituzioni italiane, delle imprese, della cooperazione e della ricerca. L’evento ha segnato un passo avanti nella strategia per rendere il cacao non solo un prodotto, ma un strumento per il progresso socio-economico.

La filiera come opportunità di sviluppo

La filiera del cacao, in particolare in Costa d’Avorio e Ghana, rappresenta un’importante risorsa per l’Africa. La Costa d’Avorio, primo produttore mondiale dal 1977, ha sottolineato come il settore contribuisca al 25% del Pil e coinvolga sei milioni di produttori. Koffi Rodrigue N’Guessan, direttore generale per lo Sviluppo rurale, ha spiegato come il governo punta a migliorare le condizioni dei piccoli agricoltori attraverso formazione, investimenti nelle aree rurali, assistenza contro le malattie e strumenti di previdenza sociale. Il Ghana, secondo produttore mondiale e parte del Piano Mattei dal 2025, ha invece posto l’accento sull’attrazione di investimenti e sull’equità nella remunerazione dei produttori.

La collaborazione tra i due Paesi, responsabili insieme del 60% della produzione mondiale, punta a mettere i produttori al centro. La ricerca è uno dei pilastri chiave per il successo della filiera. Juan Lucas Restrepo, direttore generale dell’Alleanza di Bioversity International e del Centro internazionale per l’agricoltura tropicale (Ciat), ha sottolineato la necessità di sviluppare competenze locali, basandosi su scienza e innovazione. L’obiettivo è creare un modello sostenibile, in cui i Paesi produttori non solo ricevano supporto, ma diventino protagonisti del loro sviluppo.

Investimenti e sostenibilità per il futuro

Sul fronte finanziario, Carlo Rossotto, direttore della Cooperazione internazionale allo sviluppo di Cassa Depositi e Prestiti, ha ricordato i cinque miliardi di euro destinati negli ultimi anni allo sviluppo, con circa la metà rivolta all’Africa. L’obiettivo è mobilitare capitali e sostenere l’industria locale, per creare un modello di sviluppo duraturo. Daniela Fatarella, direttrice generale di Save the Children Italia, ha sottolineato la necessità di “fare rete e fare sistema”, coinvolgendo direttamente le comunità e i giovani nella costruzione delle soluzioni.

La collaborazione tra l’Italia e i Paesi africani, in particolare in Costa d’Avorio, ha visto il coinvolgimento di oltre 180 comunità produttrici. La strategia italiana, ispirata al Piano Mattei, punta a superare una solidarietà limitata all’assistenza, per tradurre l’aiuto in opere e investimenti concreti. L’obiettivo è creare un modello in cui il cacao non sia solo un prodotto, ma un motore di sviluppo per le comunità locali, con un impatto positivo su tutta la filiera. La collaborazione tra Italia e Africa, attraverso il cacao, rappresenta un passo importante verso un futuro più sostenibile e inclusivo.

La sfida del cacao africano non è solo economica, ma anche sociale e ambientale. Il governo della Repubblica del Congo, ad esempio, ha spiegato che “noi stiamo partendo da zero”, dopo la crisi della filiera sviluppata negli anni Ottanta. L’obiettivo è rilanciare cacao e caffè all’interno della strategia di diversificazione economica, conciliando produzione e tutela del bacino forestale del Congo. Il cacao, per Mona-Helen Kabuki Quartey, ambasciatrice del Ghana in Italia, “non è solo un bene agricolo, qui parliamo di vita, di 800 mila produttori e famiglie”. L’obiettivo è trasformare il cacao da semplice materia prima esportata a strumento di sviluppo, garantendo maggiori opportunità ai Paesi produttori e migliori condizioni di vita alle comunità locali.