Orio al Serio: la crescita di 6 milioni di passeggeri mette a rischio la sostenibilità
Orio al Serio dovrà gestire un aumento di 6 milioni di passeggeri, mettendo a rischio la sua capacità operativa e l’impatto ambientale.

Orio al Serio, l’aeroporto bergamasco, si appresta a un’espansione senza precedenti: il piano di sviluppo prevede un aumento di 6 milioni di passeggeri entro il 2040, portando il volume totale a 23,5 milioni. La crescita, però, solleva interrogativi su come l’aeroporto possa gestire un carico simile a quello di aeroporti come Bruxelles, Stoccolma e Varsavia, che dispongono di configurazioni a piste multiple. La struttura attuale, con una sola pista principale e una secondaria di ridotte dimensioni, sembra non essere sufficiente a sostenere un incremento così elevato.
La densità di traffico e i limiti infrastrutturali
La superficie complessiva di Orio al Serio, pari a 350 ettari, è notevolmente inferiore rispetto a aeroporti europei simili, come Varsavia (834 ettari) o Bruxelles (1.245 ettari). La densità di traffico attuale è di 48.400 passeggeri per ettaro, un valore superiore a quello di qualsiasi altro scalo europeo. Con 23,5 milioni di passeggeri, questa densità potrebbe raggiungere i 67.000 passeggeri per ettaro, un livello senza precedenti in Europa. Anche se l’aeroporto ha investito oltre 53 milioni di euro nel 2025 per ampliamenti, la superficie rimane un vincolo strutturale difficile da aggirare. Il problema principale di Orio al Serio è la sua configurazione a pista singola. Con una sola pista principale lunga 2.874 metri e una secondaria di 778 metri, l’aeroporto deve gestire tutto il traffico commerciale su un’unica infrastruttura. La capacità teorica di una pista singola è intorno ai 40-45 movimenti l’ora, ma in pratica, i vincoli operativi riducono significativamente questo numero. Per raggiungere 23,5 milioni di passeggeri, l’aeroporto dovrebbe operare un numero di movimenti annui che rasenta il limite fisico.
Impatto ambientale e acustico
Non solo la capacità operativa è in discussione, ma anche l’impatto ambientale e acustico. Il territorio intorno a Orio è già oggi sotto stress: oltre 5.000 persone sono sottoposte a inquinamento acustico superiore ai livelli consentiti, con picchi di rumore che hanno raggiunto i 100 decibel. La zona di Colognola ha registrato valori intorno ai 62 decibel, superando il limite di 60 dB stabilito dal piano di zonizzazione acustica. L’aeroporto ha ammesso di non essere in grado di rispettare le norme sul rumore stabilite.
Il confronto con gli altri scali è inquietante. A Bruxelles, l’area all’interno del contorno di rumore Lden di 45 dB è aumentata del 2,9% nel 2025, con oltre 104.000 persone che dichiarano che il sonno è “gravemente disturbato” dal rumore degli aerei. Anche Stoccolma e Varsavia, pur con superfici molto più ampie, stanno introducendo misure di mitigazione per contenere l’impatto. Se queste sono le difficoltà di scali con ampi spazi di manovra, cosa succederebbe a Orio con 5-6 milioni di passeggeri in più e una densità di traffico da record?
La crescita di 6 milioni di passeggeri potrebbe mettere a rischio la sostenibilità del piano.
Le piste multiple permettono di gestire picchi di traffico che su una pista singola sarebbero ingestibili.
- Il piano di crescita prevede un aumento di 6 milioni di passeggeri entro il 2040.
- Orio al Serio ha una sola pista principale e una secondaria di ridotte dimensioni.
- La densità di traffico è già oggi di 48.400 passeggeri per ettaro.
- Il rischio di interruzioni per meteo avverso o incidenti è elevato.
- L’inquinamento acustico supera i limiti stabiliti in diverse zone.
La risposta, allo stato attuale, è tecnicamente no: sarebbero necessari interventi infrastrutturali impossibili da realizzare per il limitato perimetro aeroportuale. Le piazzole di sosta degli aerei potrebbero andare sui tetti dell’Orio Center, ma non è chiaro se questa soluzione possa risolvere i problemi di capacità e impatto ambientale.
