Francese arrestato a Bari con tre missili da guerra in un furgone
Un cittadino francese è stato arrestato a Bari dopo essere stato fermato al porto con un furgone che trasportava tre missili da guerra.

Il 25 agosto 2026, a Bari, un cittadino francese di 46 anni è stato arrestato dopo essere stato fermato al porto con un furgone che trasportava tre missili da guerra. L’uomo, Regis Claude Albert Normand, era appena sbarcato dalla motonave Superfast II, proveniente da Patrasso, in Grecia. Durante il controllo, la Guardia di finanza ha scoperto cinque contenitori logistici, alcuni dei quali contenevano armi da guerra. Uno dei contenitori era vuoto, mentre un altro aveva un missile privo di sistema di guida, propulsione e testata. Gli altri tre contenitori erano invece pieni di missili Akeron, un tipo di arma anticarro.
Trasporto non autorizzato e documentazione anomala
Normand ha dichiarato di essere un autista incaricato del trasporto per conto di MBDA France, con l’intento di consegnare il materiale in Grecia alla società Altus LSA per interventi di riparazione. Tuttavia, durante il controllo, l’autotrasportatore ha mostrato tre lettere di vettura internazionale, considerate troppo generiche per chiarire la natura del carico. Gli accertamenti tecnici hanno confermato che si trattava di tre missili Akeron, armi da guerra. L’ordinanza del giudice del Tribunale di Bari, Valeria Isabella Valenzi, ha segnalato anomalie nella documentazione, tra cui timbri differenti e incongruenze nelle date.
La mancanza di documentazione completa ha portato all’apertura dei contenitori e alla scoperta dei missili. Secondo il giudice, non sono state esibite le autorizzazioni richieste dalla normativa italiana per il trasporto di materiale d’armamento, né durante il controllo né davanti all’autorità giudiziaria. La mancanza di documentazione completa ha portato all’apertura dei contenitori e alla scoperta dei missili.
Procedura di fermo e custodia cautelare
Il fermo risale a giugno scorso, ma la notizia è stata resa pubblica solo oggi. Questo ha sollevato domande sulle procedure di segnalazione e comunicazione tra le autorità. La Guardia di finanza ha sottolineato l’importanza di controlli rigorosi al porto, soprattutto in un contesto in cui il trasporto di armi può rappresentare un rischio per la sicurezza nazionale. La custodia cautelare in carcere è stata disposta per il conducente. L’evento ha suscitato preoccupazioni per la sicurezza e la conformità alle normative internazionali sul trasporto di armi. La Guardia di finanza ha anche sottolineato che il fermo risale a giugno scorso, ma la notizia è stata resa pubblica solo oggi. Questo ha sollevato domande sulle procedure di segnalazione e comunicazione tra le autorità.
La Guardia di finanza ha sottolineato l’importanza di controlli rigorosi al porto, soprattutto in un contesto in cui il trasporto di armi può rappresentare un rischio per la sicurezza nazionale. L’incidente ha messo in luce la necessità di una maggiore vigilanza e di una documentazione precisa per il trasporto di materiali sensibili. L’indagine proseguirà per chiarire eventuali responsabilità e per valutare le implicazioni legali del caso. Il caso rappresenta un esempio di come i controlli al porto possano rivelare attività illegali, anche se il trasporto era avvenuto in modo apparentemente legittimo. La Guardia di finanza ha anche sottolineato che il fermo risale a giugno scorso, ma la notizia è stata resa pubblica solo oggi. Questo ha sollevato domande sulle procedure di segnalazione e comunicazione tra le autorità.
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