Tania Terrin è stata strozzata: autopsia conferma il delitto. L’indagine si allarga anche a Keber
Tania Terrin è stata uccisa con un strangolamento, confermato dall’autopsia. L’indagine si estende anche al suo ex fidanzato.

Tania Terrin, 39 anni, è stata uccisa con un strangolamento, confermato dai primi esiti dell’autopsia. La donna è stata trovata morta a Ferragosto in un appartamento di Venezia, con la frattura dello ioide causata da un’azione violenta sul collo. L’ipotesi di un gesto estremo del suo ex fidanzato, Dino Keber, è in corso di verifica, anche se l’autopsia sul corpo dell’uomo, trovato impiccato in casa sua, potrebbe chiarire ulteriori dettagli. Intanto, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha ribadito che la questione dell’invio degli ispettori ministeriali a Venezia è ancora in fase di valutazione, nonostante un’iniziativa annunciata da un sottosegretario.
Un femminicidio e una relazione non conclusa
La morte di Tania Terrin ha acceso un’indagine che si estende oltre il caso immediato. L’aggressione subita dal 43enne Keber, denunciata da Tania il 22 aprile, ha già portato a un procedimento. La donna aveva raccontato ai carabinieri di essere stata soffocata nell’incavo del braccio, ma il caso è stato complicato da altri episodi di violenza, tra cui un pugno sferrato il 18 dicembre, che aveva convinto Tania a separarsi. Nonostante la relazione fosse stata formalmente conclusa, i due hanno continuato a vedersi, con Tania che, durante colloqui in procura, ha descritto una situazione stabile, non più preoccupante.
La procura ha disposto anche l’autopsia su Keber, trovato impiccato in casa sua. La sua morte ha preceduto quella di Tania, e non ci sono evidenze che mettano in discussione l’ipotesi di un gesto estremo. Tuttavia, la procura ha deciso di raccogliere tutti i materiali possibili, in vista di un’indagine completa. I medici legali, tra cui il dottor Claudio Terranova e il dottor Rafi El Mazioum, hanno già esaminato il corpo di Tania, confermando la causa della morte. Gli esami tossicologici e il controllo delle unghie potrebbero rivelare ulteriori dettagli sulle condizioni in cui è avvenuto l’omicidio.
Un fascicolo da “codice rosso” e un’indagine in corso
L’avvocato Massimo Pavan, che rappresenta la famiglia di Tania, ha richiesto l’accesso agli atti e la possibilità di recuperare le carte lasciate in mano alla vittima, bloccate dietro i sigilli dell’appartamento. Il fascicolo è stato classificato come “codice rosso”, indicando un livello di urgenza e gravità. L’indagine potrebbe portare a ulteriori sviluppi, anche se il caso di Tania è solo uno dei tanti che coinvolgono violenza contro le donne in zona lagunare. Gli uffici lagunari, infatti, registrano una raffica di segnalazioni, con un numero crescente di casi di violenza domestica e femminicidio.
Il fenomeno drammatico Intanto gli uffici lagunari continuano a fare i conti con la raffica costante di cartellette scarlatte: anche ieri il pm di turno contava già una decina di segnalazioni, solo nella prima metà della giornata (giovedì erano state 15, mercoledì 12). Sono state anche mandate avanti due richieste di misura cautelare in carcere per altrettanti casi consumati in provincia: nel primo si trattava – neanche a dirlo – di un tentato strangolamento nei confronti della compagna convivente; il secondo riguardava un fidanzato violento per cui si chiede l’arresto alla luce dei numerosi precedenti identici, una lunga sfilza di aggressioni contro le donne.
La causa della morte di Tania Terrin è confermata da un’autopsia.
Il fascicolo del caso è stato classificato come “codice rosso”.
La morte di Tania Terrin rappresenta un caso drammatico che ha acceso un’indagine su violenza e femminicidio. L’ipotesi di un gesto estremo del suo ex fidanzato, Dino Keber, è in corso di verifica, ma la procura ha deciso di raccogliere tutti i materiali possibili. Intanto, il ministro Nordio ha ribadito che la questione dell’invio degli ispettori ministeriali a Venezia è ancora in fase di valutazione. Il caso di Tania è solo uno dei tanti che coinvolgono violenza contro le donne in zona lagunare, dove gli uffici registrano un numero crescente di segnalazioni. L’indagine potrebbe portare a ulteriori sviluppi, anche se la causa della morte di Tania è già confermata da un’autopsia. La procura ha disposto anche l’autopsia su Keber, trovato impiccato in casa sua, ma non ci sono evidenze che mettano in discussione l’ipotesi di un gesto estremo.
