La Cina respinge le sanzioni unilaterali contro l’Iran, smentendo il piano di Trump

La Cina respinge le sanzioni unilaterali contro l’Iran, smentendo il piano di Trump. Sanzioni non legali e senza mandato ONU.

Cina e Iran in tensione, sanzioni unilaterali respinte, Trump cerca accordo ma Cina non si fa convincere
Cina e Iran in tensione, sanzioni unilaterali respinte, Trump cerca accordo ma Cina non si fa convincere

La Cina ha smentito il piano anti-Iran di Scott Bessent, segretario al Tesoro degli Stati Uniti, che mira a isolare economicamente l’Iran per salvare Donald Trump dal conflitto con Israele. Il portavoce del parlamento cinese, Lin Jian, ha chiarito che Pechino si oppone a sanzioni unilaterali non legali e senza mandato del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. L’Iran, inoltre, ha rispedito al mittente le minacce di Trump, sottolineando la sua capacità di reagire con forza. La Cina, che acquista l’80% del petrolio iraniano, ha rifiutato di sostenere un’azione economica che potrebbe danneggiare il paese e i suoi alleati.

sanzioni unilaterali e diritto internazionale

La Cina ha espresso chiaramente la sua posizione in merito alle sanzioni unilaterali, sottolineando che non sono compatibili con il diritto internazionale e non hanno un mandato del Consiglio di Sicurezza. Questo atteggiamento si sposa con la sua politica di non intervento in conflitti esterni, a differenza degli Stati Uniti, che cercano di imporre pressioni economiche dirette. Il portavoce Lin Jian ha ribadito che Pechino non si farà coinvolgere in un’azione che potrebbe danneggiare i paesi che hanno relazioni commerciali con l’Iran, tra cui la Cina stessa.

La Cina ha rifiutato di sostenere un’azione che potrebbe danneggiare i paesi che hanno relazioni commerciali con l’Iran.

L’Iran, pur sotto sanzioni, continua a mantenere un’economia solida grazie alle esportazioni di petrolio, di cui l’80% è acquistato dalla Cina. Questo rapporto commerciale ha reso l’Iran un alleato strategico per Pechino, che ha rifiutato di sostenere un’azione unilaterale contro il paese. Il governo iraniano ha risposto alle minacce di Trump con una dichiarazione di minaccia di reazione «devastante», sottolineando la sua capacità di difesa. L’Iran, inoltre, ha sottolineato che il suo programma nucleare è irrevocabile e che non intende abbandonare la sua politica di difesa.

la Cina e il Sud globale

La Cina, guidata da un Sud globale che contesta apertamente le sanzioni, ha rifiutato di sostenere il piano di Trump, che mira a isolare economicamente l’Iran. La Cina ha sottolineato che le sanzioni unilaterali non sono accettabili e che non si farà coinvolgere in un’azione che potrebbe danneggiare i paesi che hanno relazioni commerciali con l’Iran. Questo atteggiamento si sposa con la sua politica di non intervento in conflitti esterni, a differenza degli Stati Uniti, che cercano di imporre pressioni economiche dirette.

La Cina ha rifiutato di sostenere un’azione che potrebbe danneggiare i paesi che hanno relazioni commerciali con l’Iran.

La Cina ha anche rifiutato di sostenere un’azione che potrebbe danneggiare i paesi che hanno relazioni commerciali con l’Iran, tra cui la Cina stessa. Questo atteggiamento si sposa con la sua politica di non intervento in conflitti esterni, a differenza degli Stati Uniti, che cercano di imporre pressioni economiche dirette. La Cina ha sottolineato che le sanzioni unilaterali non sono compatibili con il diritto internazionale e non hanno un mandato del Consiglio di Sicurezza.