Fagnani in bilico: la fuga continua dalla Rai
Fagnani minaccia di lasciare la Rai, un altro caso di fuga di personalità.

Un altro passo nella fuga di personalità dalla Rai
La conduttrice di “Belve”, Francesca Fagnani, si trova in bilico tra il rimanere e il lasciare la Rai, un tema che si ripete da anni e che vede sempre più personaggi di spicco abbandonare l’azienda pubblica. Dopo l’uscita di Fabio Fazio e Luciana Littizzetto, il vicepremier Matteo Salvini aveva commentato con un beffardo “Belli ciao”, un segno di come la fuga da Rai non sia più un fenomeno isolato, ma una tendenza che si ripete. Pochi mesi dopo, Corrado Augias ha lasciato la Rai dopo sessantatré anni di appartenenza, un episodio che ha suscitato commenti da parte del direttore generale Giampaolo Rossi, che ha sospirato: «sopravviverà anche a quello di Augias».
Una lettera di denuncia e un contratto in sospeso
Fagnani, come altri, ha ricevuto una lettera spedita alla Rai due mesi fa, in cui denuncia un rapporto di fiducia compromesso con parte dell’azienda. «Devo difendere la mia professionalità», ha spiegato agli amici, un’affermazione che risalta il conflitto tra le sue aspettative e la realtà dell’ambiente in cui opera. Pur avendo un contratto di esclusiva fino alla primavera prossima, la sua decisione di poter lasciare è in bilico, con Mediaset e La7 pronte a spalancarle gli studi.
La fuga di Fagnani si inserisce in un contesto più ampio, in cui la Rai sembra vivere un periodo di transizione, ma non di rinnovamento. L’azienda, sotto la guida di una dirigenza che ha sostenuto politiche di destra, ha visto andare via personaggi chiave, come Bianca Berlinguer, Amadeus e Serena Bortone, tutti i quali hanno trovato nuove opportunità in altre reti. La dirigenza Rai e la destra che la sostiene sdrammatizzano le situazioni, ma il rischio è che, con il tempo, i volti del servizio pubblico possano scomparire del tutto. L’impressione, come ha commentato Corrado Augias, è che «volevano demolire la Rai dei comunisti, stanno semplicemente demolendo la Rai».
La fuga di Fagnani rappresenta un ulteriore segnale di una Rai in transizione, ma non necessariamente in crescita. Sebbene la dirigenza e la destra che la sostiene sdrammatizzino le situazioni, il rischio è che, con il tempo, i volti del servizio pubblico possano scomparire del tutto. La questione non è solo personale, ma ha implicazioni più ampie per la cultura e la televisione italiana.
La situazione si complica ulteriormente con l’esplosione del caso Scurati, che ha portato Serena Bortone a lasciare la conduzione di un programma di prima serata per passare alla radio. Anche lo scrittore Roberto Saviano ha visto il suo programma “Insider” approdare sugli schermi solo dopo che i familiari di vittime di mafia hanno chiesto la messa in onda. Questi episodi, sebbene diversi, condividono un tema comune: la mancanza di un rapporto umano e la pressione di un sistema che non sembra più in grado di trattenere i talenti.
La fuga di Fagnani e di altri personaggi chiave segna un periodo di transizione per la Rai, ma non di rinnovamento. La dirigenza, pur sdrammatizzando, non riesce a fermare il flusso di abbandoni, che rischia di portare a una completa scomparsa dei volti del servizio pubblico. La questione non è solo personale, ma ha implicazioni più ampie per la cultura e la televisione italiana.
