Una misteriosa malattia uccide gli elefanti in Kenya

Almeno 20 elefanti sono morti in Kenya per una malattia sconosciuta, con ipotesi su cianuro e paralisi parziale.

Elefanti distesi a terra con sintomi di paralisi, in una riserva del Kenya
Elefanti distesi a terra con sintomi di paralisi, in una riserva del Kenya

Da fine giugno, almeno 20 elefanti, per lo più femmine o giovani, sono morti nella regione di Amboseli, in Kenya, dopo aver mostrato sintomi simili, tra cui una paralisi parziale che li ha resi incapaci di stare in piedi. La causa esatta rimane sconosciuta, ma si ipotizza un possibile avvelenamento da pesticidi o una malattia specifica che colpisce solo gli elefanti. La situazione ha suscitato preoccupazioni tra i responsabili locali e ambientalisti, che chiedono un’indagine approfondita per comprendere l’origine del fenomeno.

Le ipotesi sull’avvelenamento

Il Kenya Wildlife Service (Kws) ha rilevato elevate concentrazioni di cianuro nelle carcasse degli elefanti, suggerendo un possibile avvelenamento da pesticidi dopo che gli animali avrebbero consumato frutta proveniente da fattorie vicine. Tuttavia, diversi esperti, tra cui Joel Nyika, responsabile dell’ecosistema di Amboseli, hanno espresso dubbi su questa teoria. “Se non sono morti altri animali ‘spazzini’, allora non si tratta di una sostanza chimica”, ha dichiarato Nyika, sottolineando che gli animali da allevamento locali non sono morti, contrariamente a quanto ipotizzato.

Patrick Papatiti, responsabile delle operazioni per le Terre Comunitarie di Olgulului, ha respinto l’ipotesi dell’avvelenamento deliberato, sottolineando che la priorità è “scoprire cosa sta uccidendo i nostri elefanti”, piuttosto che “perdere tempo a cercare i colpevoli”. Inoltre, ha affermato che il cianuro non viene utilizzato in zona. Le carcasse di elefanti sono state osservate anche nella vicina Riserva di Kimana, dove i sintomi sono simili, con alcuni esemplari morti solo pochi giorni prima.

Le reazioni dei responsabili locali

Paula Kahumbu, presidente della fondazione Wildlife Direct, ha espresso perplessità sulla teoria del pesticida, evidenziando che pochi elefanti maschi adulti sono morti, nonostante siano quelli che più frequentemente attaccano i raccolti. La questione è estremamente delicata per il Kenya, un Paese che ha fatto della fauna selvatica un marchio di fabbrica e una delle principali fonti di reddito turistico. Papatiti teme che il numero di elefanti uccisi sia sottostimato e che il problema possa colpire anche gli elefanti della vicina Tanzania. “Quanti elefanti dovranno morire prima che si possa fermare tutto questo?”, si chiede preoccupato, temendo che una potenziale malattia possa diffondersi al bestiame e persino alle persone delle comunità locali. Gli ambientalisti e i ranger hanno chiesto un’indagine approfondita, ma alcune organizzazioni si sono rifiutate di commentare la vicenda, limitandosi a chiedere un’analisi più completa.

La malattia ha colpito soprattutto elefanti femmine e giovani, con sintomi che comprendono una paralisi parziale che li ha resi incapaci di stare in piedi. Gli animali trovati morti mostravano segni di sofferenza, con alcuni che lottavano per un giorno, due o tre giorni prima di morire. I ranger della riserva di Kimana hanno riferito che gli animali presentavano gli stessi sintomi, tra cui una paralisi parziale che impediva loro di stare in piedi. Alcuni esemplari erano morti solo pochi giorni prima. Il Kws ha escluso che si tratti di una malattia contagiosa e ha esortato i turisti a continuare a visitare la regione come di consueto. Tuttavia, la questione resta delicata, con le comunità locali e gli ambientalisti che chiedono maggiore trasparenza e un’indagine più approfondita per comprendere l’origine del fenomeno e trovare una soluzione.