Frana sul monte Pelmo, il sindaco 25enne chiede rispetto dei divieti e denuncia mancanza di risorse

Frana sul monte Pelmo: il sindaco 25enne chiede rispetto dei divieti e denuncia mancanza di risorse.

Sondaggio di un sindaco 25enne in un paese montano dopo una frana, con escursionisti che violano i divieti
Sondaggio di un sindaco 25enne in un paese montano dopo una frana, con escursionisti che violano i divieti

Un sindaco 25enne affronta il dissesto idrogeologico

Luca Olivotto, 25 anni, è il primo cittadino più giovane del Veneto. Eletto a Borca di Cadore il 24 e 25 maggio, ha firmato la sua prima ordinanza sul dissesto idrogeologico. Il provvedimento riguarda la chiusura dei sentieri interessati dai distacchi sul monte Pelmo, in seguito a una serie di frane che hanno reso la zona pericolosa. Neanche cento giorni da sindaco e già una frana dopo l’altra. Il problema, però, non è solo tecnico: si tratta di un tema che coinvolge la sicurezza, l’ambiente e l’economia locale. Il sindaco ha chiesto ai turisti di rispettare i divieti, ma le buone intenzioni si scontrano con le risorse scarse. «Abbiamo un solo vigile urbano – spiega – su un organico di otto dipendenti: impensabile mandarlo per sentieri».

Le frane sono diventate una realtà quotidiana. Nei giorni scorsi, tre cedimenti hanno richiesto interventi e sorvoli. «Ma in realtà le scariche sono molto più numerose, una media quotidiana di 6 o 7, a volte più grandi e altre più piccole», spiega Olivotto, documentando con il cellulare le nubi di polvere sollevate dai crolli alle pendici del versante nord-ovest. Il sindaco ha visto due persone che camminavano all’interno del perimetro interdetto durante una ricognizione in elicottero. «Il problema è che qualche turista, arrivato al Città di Fiume e intenzionati a fare il giro del Pelmo, per “tagliare” segue le tracce sul ghiaione e così facendo si espone al rischio», dice.

Un problema globale: il permafrost e il caldo estremo

Il sindaco spiega che il problema è oggettivo e ce lo spiegano gli esperti: lo scioglimento del permafrost, un fenomeno che interessa il Pelmo ma anche la Croda Marcora e tutte le Dolomiti. «Tanto belle quanto fragili, soprattutto in queste condizioni di caldo sempre più estremo», dice Olivotto. L’evento ha reso necessario un intervento immediato, con l’emissione di un’ordinanza che ha rilevato che «la situazione in atto rappresenta un pericolo grave e imminente per l’incolumità pubblica». Il divieto riguarda tracciati non ufficiali, creati negli anni dal passaggio degli alpinisti sulla ghiaia e situati all’interno della “zona gialla”, individuata tra la Forcella Forada e la Spalla Sud.

Le risorse sono limitate, ma la responsabilità è in capo al Comune. Il sindaco ha chiesto di chi fosse la competenza per le perizie e ha appreso che la Provincia non ha voce in capitolo in quanto la frana non minaccia un centro abitato. La responsabilità è in capo al Comune, il che significa che dovremmo pagarci tutto, dall’elicottero al geologo. «È vero che siamo un municipio sano, con un avanzo di amministrazione di 700.000 euro, ma con un paese di 800 residenti dobbiamo essere oculati nelle spese», chiarisce Olivotto. Per questo stanno verificando la praticabilità di un’altra strada: fondi regionali destinati al Cai.

Le guide alpine hanno posizionato una serie di cartelli in italiano, inglese e tedesco, per informare e indirizzare ulteriormente gli escursionisti. Sulla carta i controlli spetterebbero alle forze dell’ordine: «Il personale dell’Ufficio di Polizia Municipale e gli altri Agenti della Forza Pubblica sono incaricati della vigilanza», recita l’atto comunale. Tuttavia, il sindaco confida nella coscienziosità delle persone. «So che l’ordinanza ha acceso il dibattito per le sue ripercussioni sull’economia turistica», dice Olivotto. «Abbiamo studiato a lungo il testo proprio per trovare il giusto equilibrio fra le esigenze della sicurezza e della stagione». Le prescrizioni sono scattate in un momento in cui «non sono stati effettuati sopralluoghi specifici per determinare l’entità e l’estensione degli eventi franosi».