Investigazioni interne all’Usl: due medici in gita con le amanti, due dipendenti denunciati per furti in farmacia
Investigazioni interne all’Usl hanno portato alla luce due medici in gita con le amanti e due dipendenti denunciati per furti in farmacia.

Due medici sono stati segnalati per aver svolto attività personali durante l’orario di lavoro, mentre due dipendenti sono stati denunciati per furti alla farmacia dell’ospedale. L’indagine, condotta da detective privati incaricati dall’Usl, ha portato alla luce episodi di comportamenti non conformi a quanto previsto dal contratto e da normative interne. L’Usl ha spiegato che le indagini non sono state condotte a campione, ma mirate su segnalazioni specifiche ricevute dall’interno. La direzione ha ritenuto necessario approfondire i casi emersi, anche se non ha intenzione di diffondere i nomi dei diretti interessati.
Indagini mirate su segnalazioni interne
Le indagini non sono state condotte in modo casuale o a campione, ma hanno seguito segnalazioni specifiche ricevute dall’interno dell’Usl. L’obiettivo era verificare l’uso improprio delle strutture pubbliche e la correttezza del comportamento dei dipendenti. I detective privati, incaricati nel 2025, hanno esaminato casi emersi da denunce interne, tra cui l’assenza non giustificata di alcuni dipendenti durante l’orario di lavoro. In due casi, le verifiche hanno rivelato attività personali, come gite con le amanti, che non rispettavano le norme interne.
Un altro dipendente è stato richiamato per aver abusato della libera professione in orari in cui doveva occuparsi esclusivamente del suo ruolo di dipendente pubblico. La direzione ha chiarito che non ha intenzione di diffondere i nomi dei diretti interessati, anche se i fatti sono stati accertati. L’Usl ha ribadito che le indagini sono state condotte in modo puntuale e mirato, senza coinvolgere il resto del personale o i pazienti.
Furti alla farmacia: due infermieri segnalati alla Procura
La decisione di affidare agli investigatori privati un’indagine più ampia è partita da un episocio specifico: i furti di medicinali dalla farmacia dell’ospedale. L’Usl ha speso 130mila euro per un’indagine regolarmente approvata, che ha portato a segnalare due infermieri alla Procura per possibili reati di appropriazione indebita. Gli investigatori hanno anche approfondito altri quattro casi, tutti emersi da segnalazioni interne, che hanno portato a ulteriori scoperte.
Le indagini hanno prodotto risultati concreti, ma non hanno coinvolto il resto del personale. Tra questi, due medici sono stati segnalati per aver svolto attività personali durante l’orario di lavoro. La direzione ha sottolineato che i fatti sono stati verificati in modo rigoroso, ma i nomi dei diretti interessati restano riservati. L’Usl ha anche chiarito che non è stata fatta alcuna indagine di massa o a campione, come ha ribadito Francesco Benazzi, ex direttore generale. La gestione dei dati è stata attenta e riservata. La relazione finale delle indagini è custodita gelosamente dall’ufficio personale e non è stata resa pubblica. Benazzi ha espresso soddisfazione per le decisioni prese, ma ha anche espresso rammarico per l’eco mediatica dei fatti. L’Usl ha garantito che i fatti sono stati verificati in modo puntuale e che non è stata fatta alcuna indagine impropria.
