Tutte le strade del centro portano a Renzi

Il centro politico italiano si muove verso Renzi, con il leader come punto di riferimento per la coalizione.

Renzi al centro della coalizione, con il centro politico che si muove verso di lui
Renzi al centro della coalizione, con il centro politico che si muove verso di lui

Tutte le strade del centro politico italiano, anche se non si presentano in modo chiaro, sembrano comunque convergere verso Matteo Renzi. Dopo mesi di dibattiti e tentativi di costruire una coalizione forte, il leader del centro si conferma come punto di riferimento per chi cerca un accordo. La situazione, tuttavia, non è semplice: le primarie potrebbero non avvenire, e i partiti che si muovono nel centro si trovano a dover scegliere tra diverse opzioni, tra cui il sostegno a Elly Schlein o a Giuseppe Conte. La legge elettorale, che prevede il recupero di un solo miglior perdente, ha reso necessario un accordo, ma il tempo sembra scorrere lento.

Il calcolo elettorale e la strategia di Renzi

Renzi, pur non essendo in prima linea, ha dimostrato di saper muoversi con la sua strategia. La sua Casa riformista, pur non essendo espansasi molto, ha riuscito a attrarre alcuni esponenti di centrosinistra, come Marianna Maria e Della Vedova. Questo ha permesso di ottenere risultati significativi, come il 5 per cento per una lista riformista, l’1,9 per Italia viva e l’1,5 per una lista composta da socialisti e +Europa. Tuttavia, il calcolo elettorale è chiaro: la coalizione deve raggiungere il 42 per cento per attivare il premio della vittoria. Per questo, il sostegno a Schlein appare come una scelta strategica, soprattutto se si considera che la sua leadership potrebbe portare a una lista più forte e unita.

La road map di Pd, M5s e Avs ha un altro passo: il programma da chiudere a ottobre, e i gazebo da aprire fra dicembre e gennaio. A meno che il Pd di Schlein non stia fornendo ai renitenti un piano B, e cioè un qualche spazio nelle liste dem. Il sostegno a Schlein sembra la scelta più logica per costruire una lista forte e unita.

Le primarie e la possibilità di un accordo

Le primarie, se si dovesse arrivare a loro, potrebbero dividersi in due turni, con Schlein e Conte come possibili candidati. In questo contesto, Casa riformista ha espresso il sostegno a Schlein, ritenendola la figura più adatta a guidare la coalizione. Tuttavia, non si esclude la possibilità che le primarie non si svolgano, e che i due candidati si convincano a un passo indietro. Questo scenario, pur improbabile, rimane aperto, e molti esponenti del centro attendono l’autunno per prendere una decisione definitiva.

Intanto, il leader di Italia viva, Enrico Borghi, ha espresso la sua posizione: sostiene la candidatura di Schlein, ritenendola la scelta più giusta per la coalizione. Questo non significa che Renzi non abbia ancora il controllo della situazione, ma indica che il suo ruolo è sempre più centrale. Anche se non si presenta come candidato, il suo nome è sempre presente nei dibattiti e nelle strategie di costruzione di una lista forte. Il tempo sembra essere un fattore chiave per la decisione finale.

Il primo, il colpaccio, sarebbe convincere la sindaca di Genova Silvia Salis a fare la candidata riformista alle primarie. Il pressing su di lei, da parte del leader di Iv, è quasi quotidiano. Lei a sua volta aspetta l’autunno: crede ancora possibile che le primarie alla fine non si facciano. Cioè crede che a un certo punto i due sfidanti alle primarie, Schlein e Conte, si convincano o vengano convinti a un passo indietro bilaterale. Al momento un’ipotesi dell’irrealtà.

  • Renzi è visto come punto di riferimento per la coalizione
  • Le primarie potrebbero non avvenire
  • La strategia di Casa riformista si concentra su Schlein
  • Il tempo è un fattore chiave per la decisione finale