Lo “spirito di Anchorage” si è spento, ma la guerra continua
Lo “spirito di Anchorage” si è spento, ma la guerra tra Russia e Ucraina continua senza soluzione.
Un anno dopo il vertice tra Putin e Trump a Anchorage, lo “spirito di Anchorage” si è spento, lasciando il posto a un conflitto senza fine. La Russia e l’Ucraina continuano a scambiarsi attacchi, mentre le trattative diplomatiche si bloccano. Il summit del 2025 aveva promesso un cessate il fuoco, ma oggi le speranze di pace sono svanite. La guerra, che ha causato migliaia di morti civili, mostra segni di intensificazione, con gli scontri che non si fermano. Washington, pur avendo sostenuto le richieste russe, non ha mai riconosciuto un accordo, mentre l’Ucraina si oppone a qualsiasi concessione territoriale. Il documento di 28 punti, redatto dagli Stati Uniti, non ha mai avuto seguito, e i colloqui diretti sono stati interrotti. La Russia, attraverso il ministro Lavrov, ha sempre sostenuto che fosse stata raggiunta una sorta di intesa, ma Washington ha sempre negato l’esistenza di un accordo.
Un anno di negoziati senza risultati
La Russia aveva sperato che il vertice di Anchorage avrebbe gettato le basi per una pace duratura, affrontando le “cause profonde” del conflitto. Per anni, Mosca aveva chiesto un nuovo accordo di sicurezza globale con gli Stati Uniti, riguardante l’Europa, la NATO e il controllo degli armamenti. Il “compromesso” proposto dal Cremlino prevedeva il riconoscimento dei nuovi confini russi e la revoca delle sanzioni, in cambio del limitare le rivendicazioni territoriali sull’Ucraina alla regione orientale del Donbass. Queste richieste furono incluse in un documento di 28 punti, ridotto a 19 dopo negoziati con Kiev e Mosca. Il documento non è mai stato pubblicato ufficialmente e non ha mai avuto seguito. I colloqui diretti tra Russia e Ucraina, mediati dagli Stati Uniti, si sono interrotti, principalmente sulla questione territoriale. L’Ucraina si rifiuta di cedere i territori che ancora controlla e chiede un cessate il fuoco immediato lungo l’attuale linea del fronte.
Le trattative si sono interrotte senza alcun accordo concreto. Washington ha sempre negato l’esistenza di un accordo, mentre la Russia ha sostenuto che fosse stata raggiunta una sorta di intesa. Il vertice di Ankara ha segnato la fine del “spirito di Anchorage”, con Trump che ha sostenuto gli attacchi ucraini in profondità nel territorio russo e ha firmato una dichiarazione finale che definiva la Russia “una minaccia di lungo periodo per la sicurezza euro-atlantica”. La Russia, attraverso il quotidiano russo Nezevisimaja Gazeta, ha coniato la nuova espressione “spirito di Ankara”, riflettendo questa fase dei rapporti con Washington.
La guerra si intensifica senza pace
Nonostante i tentativi di mediazione, la guerra si intensifica. La Russia e l’Ucraina continuano a scambiarsi attacchi, con il numero di civili uccisi che supera ogni altro momento dai primi mesi di guerra. Il vertice di Ankara ha segnato la fine del “spirito di Anchorage”, con Trump che ha sostenuto gli attacchi ucraini in profondità nel territorio russo e ha firmato una dichiarazione finale che definiva la Russia “una minaccia di lungo periodo per la sicurezza euro-atlantica”. La Russia, attraverso il quotidiano russo Nezevisimaja Gazeta, ha coniato la nuova espressione “spirito di Ankara”, riflettendo questa fase dei rapporti con Washington.
La guerra non mostra segni di rallentamento. Il documento di 28 punti, mai pubblicato, rimane un simbolo di un’idea di pace mai realizzata. La Russia, attraverso il ministro Lavrov, ha sempre sostenuto che fosse stata raggiunta una sorta di intesa, ma Washington ha sempre negato l’esistenza di un accordo. Il Cremlino, però, vede Trump come un’incognita politica, non una risorsa concreta. La guerra, senza soluzione in vista, continua a sconvolgere l’Europa e il mondo.
