Il centrodestra inizia a delineare la prossima manovra. La Lega punta su pensioni e flessibilità energetica
Il centrodestra apre il dibattito sulla prossima manovra finanziaria, con l’obiettivo di introdurre flessibilità sull’energia e modifiche alle pensioni.
Il centrodestra ha aperto il cantiere sulla prossima manovra finanziaria, con l’obiettivo di introdurre flessibilità sull’energia e modifiche alle pensioni. Il dibattito, iniziato durante l’ufficio di presidenza in Senato delle Commissioni Bilancio congiunte, ha visto il responsabile del dicastero di viale XX Settembre, Giancarlo Giorgetti, spiegare l’intenzione di richiedere all’UE la flessibilità sull’energia anche per spese sostenute a partire dal 28 febbraio, data in cui ha iniziato il conflitto tra Stati Uniti ed Iran nel Medio Oriente. L’obiettivo è rialzare i margini per un’eventuale ‘finanziaria’ a vocazione elettorale, come ha confidato un esponente della Lega.
flessibilità sull’energia e spese sostenute
Il dibattito sul Safe ha dimostrato come il percorso sarà complesso, con modifiche alla parte sull’eventuale adesione ai prestiti sulla difesa. La Lega ha spinto per un utilizzo delle risorse per la sicurezza nazionale, ma il focus rimane su una maggiore flessibilità in materia energetica. Giorgetti, come ha spiegato durante il vertice con la premier Giorgia Meloni, continuerà a seguire la linea della prudenza sui conti pubblici, ma ha anche sottolineato le stime rilasciate dall’Ufficio parlamentare di bilancio, che hanno rivisto al rialzo la previsione sul Pil 2026 al +0,9%. Questo dato potrebbe aprire nuovi spazi di finanziamento.
la ricerca delle coperture e le priorità dei partiti
Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, si è detto pronto a cercare le risorse necessarie, come ha fatto sulla proroga sul taglio delle accise. Il partito di via Bellerio ha già indicato le banche come possibile fonte di copertura. Tra le priorità del centrodestra, FI punta alla flat tax incrementale per le partite Iva, al cashback sanitario e all’addio al bollo auto. FdI, invece, insisterà sulla riduzione della pressione fiscale per il ceto medio, con l’obiettivo di portare l’aliquota al 33% per i redditi fino a 60mila euro. La Lega, invece, ha già iniziato a studiare un piano per una uscita anticipata a 64 anni.
La manovra finanziaria, tuttavia, non è ancora definita. Il Documento di programmazione di bilancio dovrà essere inviato a Bruxelles entro il 15 ottobre. Prima di ogni valutazione, bisognerà attendere il 22 settembre, quando arriverà la certificazione finale sul rapporto deficit/Pil del 2025. Se il deficit resterà al 3,1%, come nella stima preliminare, non si potrà concludere in anticipo la procedura di infrazione UE aperta dal 2024. Altrimenti si aprirebbe un nuovo scenario con maggiori spazi di finanza a disposizione.
Le opposizioni, nel dibattito sulla flessibilità, hanno chiesto chiarezza al governo. Un esponente dell’esecutivo ha spiegato che “è ancora tutto molto prematuro, di sicuro dovrà essere una manovra elettorale…”. Il senso del ragionamento, come ha sottolineato un esponente, è “fornire dei dati chiari” sull’eventuale scostamento di ottobre per ottenere maggiore flessibilità in materia di energia e “dichiarare se questa misura serve soprattutto ad aprire spazi in vista di una manovra elettorale”.
