Turchia, legge sull’amnistia parziale per i militanti Pkk
Turchia approva legge sull’amnistia parziale per i militanti Pkk, condanne sospese per chi depone armi
La Turchia ha presentato una legge sull’amnistia parziale per i militanti del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk), un’organizzazione separatista in guerra con Ankara dal 1984. La norma, intitolata “Proposta di legge per il rafforzamento della solidarietà nazionale e dell’integrazione sociale”, prevede la sospensione delle indagini, dei procedimenti penali e dell’esecuzione delle condanne già emesse per reati legati all’appartenenza e alle attività del Pkk, a condizione che l’organizzazione deponga formalmente tutte le armi e si sciolga. La legge è giunta in parlamento con quasi 360 firme e ha ricevuto il supporto del presidente del partito Akp, Recep Tayyip Erdogan.
Meccanismo di sospensione e revoca
La legge prevede che la sospensione delle pene per condanne fino a 15 anni duri cinque anni, mentre per quelle superiori a 15 anni, nonché per l’ergastolo e l’ergastolo aggravato, il periodo di sospensione sarà di dieci anni. Durante tale periodo, i termini di prescrizione saranno sospesi. Inoltre, i procedimenti penali in corso saranno sospesi per cinque anni per i reati puniti con una pena massima fino a 15 anni e per dieci anni per quelli più gravi. Il meccanismo include una clausola di revoca automatica: qualora il beneficiario commetta un reato di terrorismo durante il periodo di sospensione, il beneficio decadrà immediatamente.
Controlli e supervisione
Il disegno di legge istituisce un Consiglio di alto livello, presieduto dal vicepresidente della Repubblica e composto da ministri della Giustizia, degli Esteri, dell’Interno e della Difesa, dal segretario generale della Presidenza, dal direttore dell’Organizzazione nazionale di intelligence (Mit) e dal segretario generale del Consiglio di Sicurezza Nazionale. Il Consiglio sarà tenuto a riferire periodicamente alla Grande Assemblea Nazionale, mentre il presidente dell’Assemblea istituirà una commissione speciale incaricata di monitorare il processo e formulare raccomandazioni. Le funzioni di segreteria del Consiglio saranno assicurate dalla Segreteria generale della Presidenza.
La legge prevede inoltre che i funzionari incaricati dell’attuazione non possano essere chiamati a rispondere in sede civile, amministrativa o penale per gli atti compiuti nell’esercizio delle funzioni previste dalla normativa. Gli interessati avranno sei mesi di tempo dalla pubblicazione della decisione del Consiglio di Sicurezza Nazionale per comunicare la volontà di beneficiare della legge alla procura territorialmente competente o a un’altra istituzione designata dall’organo di vigilanza. Tutti i provvedimenti di sospensione saranno registrati in un apposito archivio, consultabile esclusivamente da pubblici ministeri, giudici o tribunali nell’ambito di procedimenti attivi.
Il presidente del gruppo parlamentare dell’Akp, Abdullah Guler, ha affermato che la proposta “mirà a reintegrare nella società coloro che rinunciano alla violenza”, precisando che resteranno esclusi dall’ambito di applicazione i leader e i dirigenti dell’organizzazione, i condannati per omicidio volontario commesso nell’ambito dell’attività dell’organizzazione e coloro che stanno scontando l’ergastolo per reati commessi prima del 1 giugno 2005. La legge rappresenta un passo significativo nel processo di pace con i separatisti del Pkk, ma rimane un tema delicato e controverso, con opinioni divergenti su come potrebbe influire sulla stabilità della regione e sulle relazioni internazionali della Turchia.
