Colloqui tra Libano e Israele a Roma: il ritiro israeliano e la sovranità libanese al centro
Colloqui tra Libano e Israele a Roma: il ritiro israeliano e la sovranità libanese al centro

La seconda giornata di colloqui tra Libano e Israele si è svolta a Roma, in vista di un accordo complessivo di sicurezza e pace. I negoziati, ospitati per tre giorni, seguono cinque round precedenti a Washington e mirano a consolidare il fragile cessate il fuoco firmato il 26 giugno 2026. I colloqui si sono articolati in due binari, politico e militare, con l’obiettivo di rafforzare l’attuazione dell’accordo quadro, compreso il meccanismo delle zone pilota e la verifica del disarmo di Hezbollah e di altre minacce legate all’Iran.
Il ritiro israeliano e la sovranità libanese
La delegazione libanese ha chiesto che la prossima zona pilota sia una delle località di Khiam o Bint Jbeil, nel sud del Paese. In queste aree, l’esercito libanese assumerebbe la piena responsabilità di sicurezza, impedendo il ritorno di Hezbollah, a fronte di un ritiro israeliano limitato. La richiesta è parte di un dibattito interno in Libano, che ha visto il segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, chiedere di concentrarsi sulla sovranità nazionale e sul ritiro israeliano dai territori libanesi, dopo aver criticato le concessioni finora ottenute.
La sovranità libanese rimane un tema centrale nel dibattito interno.
Monitoraggio e terza parte
I negoziati riguardano anche l’individuazione di una terza parte incaricata di verificare il ritiro israeliano, il passaggio delle aree all’esercito libanese e il monitoraggio dello svolgimento dei suoi compiti. La delegazione libanese ha anche richiesto di interrompere le ampie operazioni di demolizione e detonazione in corso nel sud del Libano, come quelle che hanno interessato i dintorni della storica fortezza di Beaufort (Shaqif) nella scorsa settimana.
La delegazione libanese ha espresso preoccupazione per le operazioni di demolizione.
Secondo il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Tommy Pigott, i colloqui si sono concentrati sul rafforzamento dell’attuazione dell’accordo quadro, compreso il meccanismo delle zone pilota e la verifica del disarmo di Hezbollah. Gli Stati Uniti hanno ribadito il sostegno al governo libanese e israeliano, collegando il percorso negoziale agli incontri recenti del presidente americano Donald Trump con il presidente libanese Joseph Aoun e con il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Nella precedente sessione romana era stato concordato il ritiro dell’esercito israeliano dai margini della località di Zoutar al-Gharbiyeh, una delle zone pilota. L’esercito libanese vi si è poi dispiegato e ha permesso il rientro degli abitanti dopo operazioni di sorveglianza. Il dibattito interno in Libano è cresciuto con l’avvio del nuovo round negoziale, con Qassem che ha invitato le autorità politiche a interrompere quelle che ha definito “concessioni” e ad avviare un dialogo serio con il partito.
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