300 milioni per la filiera automotive: il 75% dei costi sarà sostenuto
Il governo destina 300 milioni per sostenere la filiera automobilistica, con un contributo fino al 75% dei costi.

Il governo italiano ha destinato 300 milioni di euro per sostenere la filiera automobilistica, con un contributo che può arrivare fino al 75% dei costi ammissibili. L’iniziativa, annunciata attraverso un decreto firmato dal ministro Adolfo Urso, punta a sostenere programmi industriali legati a veicoli e componenti a basse emissioni, mobilità connessa e autonoma, nuove tecnologie di propulsione e riconversione degli stabilimenti. L’obiettivo è mantenere in Italia competenze, produzione e capacità di ricerca, mentre l’industria dell’auto sposta una quota crescente degli investimenti verso elettrificazione, software e sistemi avanzati di mobilità.
Le risorse saranno distribuite tra PMI e Mezzogiorno
Il 60% dei 300 milioni sarà destinato alle piccole e medie imprese, mentre il 40% sarà riservato a programmi produttivi nel Mezzogiorno. Le regioni interessate sono Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna. La ripartizione mira a sostenere non solo i grandi gruppi industriali, ma anche la rete di fornitori e subfornitori che rappresenta una parte rilevante della catena del valore automobilistica italiana. Sono inoltre previste due quote del 10% riservate rispettivamente alle imprese in possesso del rating di legalità e a quelle dotate della certificazione della parità di genere.
Le aziende potranno presentare anche progetti congiunti, fino a un massimo di cinque partecipanti. Questa possibilità potrebbe favorire programmi condivisi tra imprese con competenze complementari, soprattutto nei settori tecnologicamente più complessi dove gli investimenti individuali possono risultare difficili da sostenere. Una parte delle risorse potrà essere utilizzata anche per programmi di diversificazione o riconversione industriale verso tecnologie considerate strategiche e caratterizzate da un’elevata intensità di ricerca e sviluppo.
Le modalità di assegnazione saranno definite in un prossimo decreto
Le aziende non potranno ancora presentare le domande: il decreto stabilisce la struttura finanziaria e i criteri generali, mentre i dettagli applicativi saranno definiti con un successivo decreto direttoriale. Le richieste saranno valutate in base all’ordine cronologico di presentazione, attraverso un’istruttoria articolata in due fasi. Il termine per la deliberazione delle agevolazioni è fissato a 120 giorni dal ricevimento della domanda. Le risorse pubbliche destinate a investimenti futuri rappresentano una dotazione disponibile, non investimenti già realizzati. Il provvedimento arriva in una fase delicata per la componentistica italiana ed europea, alle prese con la transizione verso l’elettrificazione, la pressione sui costi, la concorrenza asiatica e il rallentamento della domanda in alcuni segmenti. La priorità del governo è sostenere la capacità produttiva e tecnologica della filiera durante la transizione verso l’elettrificazione e le nuove tecnologie di mobilità.
Il disegno del provvedimento cerca di coprire sia la produzione tradizionale sia le nuove competenze richieste dall’automotive: elettronica, software, sistemi di assistenza, connettività, batterie, propulsioni alternative e componentistica avanzata. Agli investimenti produttivi potranno essere associati progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale. È prevista anche la formazione del personale, ma in questo caso la quota finanziabile non potrà superare il 10% dell’investimento complessivo.
