Zelensky annuncia colpi a petroliere russe e mercantili nel Mar Nero, raid su Mosca
Zelensky riferisce attacchi ucraini a due petroliere della flotta ombra russa e quattro mercantili nel Mar Nero. Contemporaneamente raid russo massiccio su Kiev con oltre 40 razzi e 120 droni: un morto e 16 feriti.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha reso noto che nella giornata odierna le forze armate del suo Paese hanno colpito due petroliere appartenenti alla cosiddetta “flotta ombra” russa nel Mar Nero, insieme a quattro mercantili. Gli attacchi rientrano in una serie di operazioni più ampia diretta contro infrastrutture logistiche e depositi di petrolio in territorio russo, mentre la Russia ha risposto con un massiccio bombardamento su Kiev, lanciando oltre 40 razzi e 120 droni. Secondo il bilancio provvisorio, l’attacco alla capitale ucraina ha provocato un morto e 16 feriti nella città e nella regione circostante.
Gli attacchi ucraini a obiettivi russi
Le operazioni ucraine, secondo quanto riferisce il capo dello Stato, sono state condotte in coordinamento tra diversi comparti militari e di intelligence. Hanno partecipato le Forze di sistemi senza pilota, i servizi di intelligence, le truppe missilistiche, l’artiglieria e le Forze di operazioni speciali, in un’operazione che dimostra il coinvolgimento di molteplici componenti della difesa ucraina. Gli attacchi si sono estesi anche alla regione di Mosca, dove sono state colpite infrastrutture logistiche e un deposito di petrolio a una distanza superiore ai 400 chilometri dal confine.
Nel territorio russo, specificamente nella regione di Stavropol’, le unità dei servizi di sicurezza ucraini (SBU) hanno centrato tre depositi di carburante, mentre le forze armate hanno colpito un ulteriore impianto petrolifero nella medesima area, per un totale di quattro strutture del settore energetico in quella zona geografica. Questi obiettivi rientrano nella strategia di degradazione delle capacità logistiche e energetiche russe, componenti essenziali per il sostentamento dello sforzo bellico di Mosca.
Il contrattacco russo su Kiev
La risposta russa non si è fatta attendere. Nel corso della giornata le forze armate della Federazione Russa hanno lanciato un attacco massiccio sulla capitale ucraina e la sua regione circostante. Il bombardamento ha comportato il lancio di oltre 40 razzi e 120 droni, un volume significativo di fuoco che ha messo a dura prova i sistemi di difesa aerea ucraini. Il bilancio umano parla di almeno un morto e 16 feriti negli effetti dell’attacco su Kiev e il territorio circostante.
Gli attacchi aerei su Kiev rientrano nel consolidato schema tattico russo di colpire obiettivi civili e infrastrutture strategiche nella capitale al fine di minare la resistenza ucraina e sottoporre la popolazione a pressione psicologica. L’uso combinato di missili cruise e droni da attacco rappresenta una metodologia ricorrente negli ultimi mesi del conflitto, con lo scopo di saturare le difese ucraine e causare danni diffusi.

L’escalation tattica che caratterizza questi ultimi giorni mette in luce il livello di intensità raggiunto dal conflitto. Le operazioni ucraine dimostrano capacità di colpire target in profondità nel territorio russo, mentre i bombardamenti russi su Kiev indicano un’intenzione di mantenere la pressione militare su scala ampia. La capacità di Kyiv di condurre operazioni offensive a grande distanza dal confine rivela come la guerra sia entrata in una fase di scontro sempre più sofisticato e distribuito territorialmente.
Le infrastrutture energetiche e i depositi petroliferi rimangono tra gli obiettivi prioritari per entrambe le parti, poiché il controllo di queste risorse incide direttamente sulla capacità di sostenere lo sforzo bellico. Per la Russia, la perdita di capacità di stoccaggio e distribuzione del carburante compromette la logistica militare, mentre per l’Ucraina il subire danni alle reti energetiche civili aggrava la situazione umanitaria delle popolazioni urbane.
Nel contesto di questi scontri, la dinamica del conflitto continua a evolversi con entrambe le parti che adattano le proprie strategie alle circostanze tattiche in evoluzione e al degrado progressivo di asset critici, sia militari che civili, su tutto il territorio interessato dalle operazioni belliche.
