Wild Horse Nine, McDonagh unisce spie, western e ironia in un’esperienza cinematografica unica

Wild Horse Nine di Martin McDonagh unisce spie, western e ironia in un’esperienza cinematografica unica a Venezia.

Due agenti della CIA, un’isola di Pasqua e una mandria di cavalli selvaggi in un film di Martin McDonagh
Due agenti della CIA, un’isola di Pasqua e una mandria di cavalli selvaggi in un film di Martin McDonagh

Un film che unisce spie, western e ironia

Wild Horse Nine, diretto da Martin McDonagh, è un film che mescola generi e stili in modo unico, portando il cinema a tornare a essere un’esperienza totalizzante. Con John Malkovich e Sam Rockwell come protagonisti, il film si svolge in un contesto storico complesso, tra spionaggio, complotti e la morte di JFK. L’opera, presentata a Venezia, si distingue per la sua capacità di unire ironia, tragedia e drammatismo in un’intrigante narrazione. La storia si svolge in Cile e sull’isola di Pasqua nel 1973, poco prima del golpe di Pinochet, e si intreccia con un’altra storia: quella di un vecchio assassino e di un giovane agente della CIA, in un duello tra esperienza e inesperienza.

Un’esperienza cinematografica che coinvolge

Il film, ambientato in un’isola di Pasqua che sembra l’Irlanda e viceversa, si distingue per la sua capacità di oscillare tra western, spy story e buddy movie. McDonagh, noto per la sua abilità nel mix di generi, riesce a mantenere il gusto della grande sala, offrendo un’esperienza coinvolgente. La struttura del film si basa su un dialogo intenso tra John Malkovich e Sam Rockwell, due personaggi che rappresentano due facce della stessa moneta: un vecchio assassino e un giovane agente, entrambi in cerca di verità e di significato. La loro relazione, seppur conflittuale, è il cuore del film, con un confronto di esecuzioni a freddo che mette in mostra la differenza tra esperienza e inesperienza.

Chris batte Lee in esecuzioni a freddo, 68 a 8. La vecchia spia, però, di giorni di vita ne ha ancora pochini prima che il cancro lo divori. Così Lee accontenta la richiesta dell’apprezzato collega: portarlo sull’isola di Pasqua per vedere “le teste” e, nel momento in cui Chris pronuncerà la parola magica (Arkansas), l’amico gli sparerà un colpo secco alla tempia. Ma la missione segreta di Lee, voluta da MJ (Steve Buscemi), il capo sezione CIA di stanza a Santiago, è quella di carpire le memorie di Chris e possibilmente capire dove è finito il vero fucile che ha sparato e ucciso JFK.

Wild Horse Nine non si limita a raccontare una storia di spionaggio, ma si interroga su verità, certezze e il potere. Chris, interpretato da John Malkovich, è un vecchio assassino conservatore, politicamente detestabile, che odia la parola “indigeno” e gode nel rivelare segreti. Nonostante le sue azioni, McDonagh riesce a farlo amare come un eroe, un personaggio che scardina le certezze democratiche e pacifiste. Il film si interroga su come la verità possa essere distorta, come il potere possa essere esercitato e come la guerra possa essere vista da diversi punti di vista. La storia si intreccia con la ricerca del vero fucile che ha ucciso JFK, un elemento che unisce passato e presente, storia e politica.

Nonostante Chris sia un vecchio assassino conservatore e politicamente detestabile, McDonagh ce lo sa far amare come un eroe. Quando una delle due ragazze gli parla delle marce per i diritti delle donne, lui sornione le spiega che, per salvarsi dalla fine imminente, più che le marce per i diritti, quando si vede un poliziotto o un militare meglio sparargli subito. La capacità di McDonagh di amalgamare piani di discorso, privato e pubblico, è una delle sue forze principali. Il film si distingue per la sua capacità di toccare emozioni e pensieri, con un’immagine simbolica che unisce l’uomo e l’animale, il privato e il pubblico. La rappresentazione dei cavalli selvaggi, in particolare, è un elemento che ricorda la verticalità e la forza di un destino umano.

Wild Horse Nine è un film che non si limita a raccontare una storia, ma offre un’esperienza cinematografica unica. La sua capacità di coinvolgere il pubblico, di farlo riflettere e di farlo emozionare è il risultato di una narrazione ben costruita e di una regia che sa sfruttare ogni dettaglio. Il film è un’esperienza che toglue il fiato, un’esperienza che si distingue per la sua capacità di coinvolgere e di far sentire il peso della storia.