Il volto sconosciuto di “The Falling Man” dopo 25 anni

La foto dell’11 settembre che ha scosso il mondo, con il volto sconosciuto di Jonathan Briley.

Un corpo sospeso a testa in giù, in una foto che ha scosso il mondo, con un'identità non confermata
Un corpo sospeso a testa in giù, in una foto che ha scosso il mondo, con un’identità non confermata

Il 11 settembre 2001, alle 9:41 e 15 secondi, il fotografo Richard Drew dell’Associated Press scattò un’immagine che sarebbe diventata una delle più iconiche e traumatiche della storia moderna: “The Falling Man”. A venticinque anni da quel giorno, il volto dell’uomo ritratto rimane sconosciuto, nonostante le famiglie e i giornalisti abbiano tentato di restituirlo alla memoria collettiva. Jonathan Briley, il nome che si è affacciato più volte, non è mai stato confermato ufficialmente come l’individuo nella fotografia. La sua identità, tuttavia, è legata a una storia di disperazione, fede e dolore che continua a suscitare emozioni e riflessioni.

Una scelta estrema in un momento di disperazione

Jonathan Briley aveva 43 anni e lavorava come tecnico del suono al ristorante “Windows on the World”, affacciato tra il 106° e il 107° piano della Torre Nord del World Trade Center. Quella mattina aveva salutato la moglie Hillary prima di uscire di casa, senza sapere che sarebbe stata l’ultima volta. Poche ore dopo il primo impatto, si trovò intrappolato ai piani più alti dell’edificio, tra fumo, calore e fiamme che non lasciavano vie di fuga verso il basso.

La sorella di Jonathan, Gwendolyn Briley-Strand, ha raccontato che il fratello era affetto da asma, un dettaglio che aiuta a spiegare la disperazione di quei minuti. Pur di respirare e sottrarsi al fumo, avrebbe fatto qualunque cosa. È in quel contesto, non in un gesto di resa consapevole, che va letta la sua caduta nel vuoto. Altro che immobilità, per tutta la discesa il corpo di Jonathan continuò a ruotare e dibattersi, come mostrano le altre fotografie scattate da Drew nella stessa sequenza.

Una foto che ha scosso il mondo

La fotografia di Richard Drew, pubblicata una sola volta sui grandi giornali statunitensi nei giorni immediatamente successivi all’attacco, fu poi ritirata dalla circolazione per l’ondata di proteste che sollevò. Per molti americani era troppo cruda, troppo diretta nel mostrare una delle scelte più disumane imposte da quel giorno, quella tra morire tra le fiamme o morire cadendo. Il corpo fu ritrovato intatto dagli agenti dell’FBI e identificato dal fratello di Jonathan, ma l’identità dell’uomo nella fotografia resta ufficialmente non confermata. Nessun esame del DNA o riscontro definitivo ha mai chiuso la questione, e diverse famiglie negli anni hanno riconosciuto nei tratti di quel corpo sospeso i propri cari scomparsi quel giorno. È forse anche per questo che “The Falling Man” continua a essere una delle immagini più citate quando si parla dell’11 settembre perché non racconta la morte di una singola persona, ma il punto più estremo a cui la disperazione può portare chiunque, in circostanze che nessuno sceglie.

La foto non è solo un ricordo, ma una testimonianza di dolore e speranza. Oggi Gwendolyn ha 72 anni e continua a raccontare la storia del fratello. In una recente intervista ha descritto la sensazione ambivalente che porta con sé un anniversario così lungo, a metà tra la distanza e la vicinanza del ricordo. Ha aggiunto che, anche a prescindere dall’identità certa dell’uomo ritratto, quella fotografia per lei “rappresenta tutte le quasi 3.000 persone” morte l’11 settembre, definendola una delle immagini più potenti mai scattate proprio perché capace di restituire dignità a una tragedia collettiva.

La fede della famiglia ha trovato conforto in un Dio misericordioso. Nel racconto della sorella emerge anche una lettura religiosa della vicenda, ovvero la fede della famiglia in un Dio misericordioso, non vendicativo, e la convinzione che chi quel giorno scelse di lanciarsi nel vuoto pur di sfuggire alle fiamme abbia trovato accoglienza, non condanna. A un quarto di secolo di distanza, l’identità dell’uomo nella fotografia di Richard Drew resta ufficialmente non confermata, ma la sua storia continua a essere una testimonianza di dolore, speranza e resilienza.