Salvatore Parolisi attende due decisioni decisive: libertà e rapporto con la figlia
Salvatore Parolisi attende due decisioni decisive: libertà e rapporto con la figlia

Salvatore Parolisi, caporalmaggiore dell’Esercito condannato per l’omicidio della moglie Melania Rea nel 2011, attende due decisioni decisive: la sentenza della Corte di Cassazione e il verdetto del tribunale per i minorenni di Napoli. Domani, la Suprema Corte ascolterà gli avvocati del sottufficiale, mentre il tribunale dei minori si pronuncerà sulla richiesta di incontrare la figlia, privata di contatti da quattro anni. La sentenza della Cassazione è attesa nel tardo pomeriggio o nella sera, mentre il tribunale di Napoli dovrà decidere se permettere l’incontro tra il padre e la bimba.
Assoluzione o riforma della sentenza
La difesa di Parolisi non ha prove a carico del sottufficiale e chiederà l’assoluzione o la riforma della sentenza di appello, che lo ha condannato a 30 anni di reclusione. Gli avvocati, tra cui Federica Benguardato, Nicodemo Gentile e Walter Biscotti, hanno identificato 16 motivazioni per chiedere la libertà del padre della bimba. Tra queste, la mancanza di prove e le forti discordanze tra le due sentenze e l’ordinanza di custodia cautelare. La difesa sostiene che la Corte potrebbe rinvio gli atti all’Aquila per ulteriori verifiche.
La difesa ha sottolineato la mancanza di prove e le discordanze tra le sentenze, cercando di dimostrare che la condanna non è stata giustificata. La sentenza della Cassazione potrebbe aprire la strada alla libertà di Parolisi, ma solo se i giudici riconosceranno la mancanza di elementi a carico. Intanto, il tribunale per i minorenni dovrà valutare se permettere l’incontro tra padre e figlia, un tema che ha suscitato molte discussioni e emozioni.
La relazione del perito e il ritardo del padre
La relazione del perito, depositata nel 2012, aveva già indicato la necessità di un incontro tra la figlia e il padre. Tuttavia, Parolisi ne è venuto a conoscenza solo nel 2013, dopo un ritardo nella comunicazione. L’avvocato Benguardato ha spiegato che la bimba, quando parlava al telefono con il padre, stringeva forte la cornetta, dimostrando un forte legame emotivo. La richiesta di incontro è stata presentata da Federica Benguardato, e il tribunale di Napoli dovrà decidere se permettere l’incontro.
La bimba, quando parlava al telefono con il padre, stringeva forte la cornetta del telefono, un dettaglio che ha suscitato emozione e attenzione. Salvatori Parolisi non vede la figlioletta da quattro anni, un periodo che ha visto la tutela della piccola affidata alla madre di Melania Rea. La situazione è complessa e richiede una valutazione attenta da parte dei giudici, che dovranno bilanciare la giustizia e i diritti dei minori.
La sentenza della Cassazione e il verdetto del tribunale per i minorenni rappresentano due momenti cruciali per Parolisi. Mentre attende la decisione dei giudici, il padre della bimba rimane separato da lei da quattro anni, un periodo che ha visto la tutela della piccola affidata alla madre di Melania Rea. La difesa ha sottolineato la mancanza di prove e le discordanze tra le sentenze, cercando di dimostrare che la condanna non è stata giustificata.
