Violenze domestiche e tentato suicidio: arrestato il marito di una donna pakistana a Novellara
Una donna pakistana si salva lanciandosi dall’auto in corsa dopo mesi di violenze del marito, arrestato a Novellara.

Una donna pakistana ha trovato la salvezza lanciandosi dall’auto in corsa dopo mesi di violenze fisiche e psicologiche da parte del marito e della sua famiglia. L’episodio, avvenuto a Novellara nel reggiano, ha portato all’arresto del coniuge, mentre i parenti sono stati sottoposti a misure di controllo. La donna, originaria del Pakistan, era arrivata in Italia nell’agosto 2025, ma le era sempre stato impedito di integrarsi. La situazione si è aggravata fino al momento in cui ha deciso di fuggire, salvandosi grazie a un gesto estremo.
Violenze domestiche e segregazione
Secondo le prime ricostruzioni, la donna è stata costretta a subire continue vessazioni fisiche e psicologiche, tra cui aggressioni con calci con l’uso di scarpe antinfortunistiche rinforzate, pugni, schiaffi e frustate con la cintura. Le violenze sono state accompagnate da tentate violenze sessuali e da una sistematica segregazione domestica volta a impedirle di imparare la lingua italiana e di integrarsi. Il quadro di violenze fisiche, psicologiche e minacce di morte è iniziato al suo arrivo in Italia e è continuato fino alla decisione di lanciarsi fuori dall’auto in corsa. La donna ha riportato ecchimosi al collo, al braccio e alla gamba destra, giudicate guaribili in sette giorni di prognosi. A seguito della denuncia presentata con l’aiuto di un’interprete, i quattro familiari sono stati denunciati per i reati di maltrattamenti contro familiari conviventi e lesioni personali aggravate in concorso.
Elementi di dubbio e indagini in corso
Le indagini si stanno concentrando su due aspetti chiave: un ferro da stiro il cui cavo sembra compatibile con le lesioni al collo dall’autopsia e una lettera di addio scritta per metà in spagnolo e per metà in inglese, trovata sul tavolo della cucina. La Procura di Reggio Emilia, guidata dal sostituto procuratore Maria Rita Pantani, ha disposto una perizia calligrafica per verificare se la lettera fosse stata davvero scritta da Maria Daniela Hernández Ramírez.
A non convincere è stata anche la frase “Mi dispiace tanto. La nostra storia però è stata bellissima”, che sembra scritta appositamente per scagionare il compagno. Il marito, Niccolò Pampaloni, 39 anni, originario di Lucca, ha raccontato di aver trovato la fidanzata sulle scale con la corda al collo e di aver tentato invano di salvarla. La casa è stata messa sotto sequestro e l’uomo è stato iscritto nel registro degli indagati per istigazione al suicidio, ma resta a piede libero. La famiglia della donna, arrivata a Marola il giorno successivo per il riconoscimento e ora rientrata in Colombia, non crede all’ipotesi del suicidio e riferisce che nell’ultimo periodo i due stavano attraversando un periodo difficile per la loro relazione.
