Vaccino sperimentale contro Ebola al via in Congo e Uganda

Sperimentazione del vaccino ChAdOx1 contro Ebola in Congo e Uganda dopo 68 giorni dall’emergenza OMS.

Vaccino sperimentale contro Ebola in Congo e Uganda, sperimentazione in corso
Vaccino sperimentale contro Ebola in Congo e Uganda, sperimentazione in corso

Il vaccino sperimentale contro l’Ebola di Bundibugyo, denominato ChAdOx1, ha iniziato la sperimentazione clinica in Congo e Uganda, 68 giorni dopo che l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha dichiarato l’epidemia un’emergenza sanitaria di interesse internazionale. L’obiettivo è accelerare la ricerca per contrastare un virus che ha causato migliaia di decessi e continua a diffondersi in aree remote. La sperimentazione, condotta in collaborazione tra Merck, Wellcome e l’Università di Oxford, si svolge in un contesto di grave crisi umanitaria, con oltre 3.360 contagi e 1.487 morti registrati a luglio 2026.

Un vaccino basato sulla piattaforma adenovirale

Il candidato vaccinale ChAdOx1 utilizza la stessa piattaforma adenovirale impiegata per il vaccino Oxford-AstraZeneca contro il Covid-19. Questa tecnologia, già testata in precedenti epidemie, è progettata per indurre una risposta immunitaria specifica contro il virus Ebola della specie Bundibugyo. Teresa Lambe, responsabile dell’immunologia dei vaccini dell’Università di Oxford e coordinatrice dello studio clinico di fase I, ha spiegato come il vaccino funziona, sottolineando l’importanza della ricerca preesistente e della collaborazione internazionale.

La sperimentazione è supportata da un finanziamento fino a 8,5 milioni di dollari da parte della Coalition for Epidemic Preparedness Innovations (CEPI). L’obiettivo è sviluppare un vaccino efficace e accessibile, in un contesto in cui non esiste ancora un vaccino approvato contro il virus Bundibugyo. «Con i casi di virus Bundibugyo in aumento a una velocità preoccupante, l’epidemia si sta rapidamente trasformando in una crisi umanitaria», ha detto Richard Hatchett, amministratore delegato di Cepi, sottolineando l’urgenza di trovare soluzioni.

Un lavoro di anni per raggiungere questa fase

La rapidità con cui il vaccino è arrivato alla sperimentazione clinica è il risultato di anni di lavoro. «Lavoriamo da molto tempo sui vaccini contro Ebola. Alcuni membri del gruppo erano già coinvolti durante l’epidemia del 2013 e avevamo già nel congelatore la sequenza genetica necessaria per produrre rapidamente un vaccino specifico», ha spiegato Lambe a Reuters. Il team di Oxford ha sviluppato contemporaneamente tutte le fasi necessarie, evitando il tradizionale approccio sequenziale. Questo ha permesso di accelerare i tempi di produzione e di sperimentazione.

Finora sono state prodotte circa 620 mila dosi del vaccino, grazie a una collaborazione con il Serum Institute of India. La sperimentazione inizierà con circa cinquanta volontari sani tra i 18 e i 55 anni nel Regno Unito, per valutare la sicurezza e la capacità di indurre una risposta immunitaria. Se i risultati saranno positivi, il programma proseguirà con studi in Uganda e successivamente con sperimentazioni di fase II e III direttamente in contesti epidemici entro l’autunno o l’inverno di quest’anno. La collaborazione tra Merck e Wellcome promuoverà la produzione di un vaccino monodose sviluppato dall’International AIDS Vaccine Initiative, che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha indicato a maggio come il candidato più promettente. L’epidemia in Congo continua a rappresentare un rischio globale, con nuovi casi che emergono in aree remote e con un’incertezza su possibili varianti del virus.