Usmanov chiede di essere rimosso dalla lista UE: “Le sanzioni non sono fondate”
Usmanov e i suoi legali contestano le sanzioni UE, sottolineando la revisione di articoli e decisioni giudiziarie.

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Alisher Usmanov, magnate russo-uzbeko sottoposto a sanzioni dell’Unione Europea dal 2022, ha visto i suoi legali presentare un dossier di contestazione alle istituzioni europee, chiedendo la sua rimozione dalla lista sanzionatoria. La data ultima per la proroga della lista, che attualmente include circa 3.000 persone, è fissata al 15 settembre. I legali di Usmanov, dell’studio londinese Omnia Strategy LLP, hanno sottolineato come molte delle fonti utilizzate per le accuse siano state successivamente smentite o ritirate, con oltre 3.235 articoli corretti in 60 Paesi e più di 1.300 rimossi integralmente tra il 2022 e il 2026.
Documenti e decisioni giudiziarie a sostegno della richiesta
Il memorandum presentato dai legali include anche 20 decisioni di tribunali nazionali di Paesi UE, che hanno riconosciuto come false o insufficientemente fondate alcune delle affermazioni contestate. Inoltre, i legali hanno sottolineato come Usmanov abbia smentito davanti alle corti dell’UE le accuse alla base delle decisioni sanzionatorie del Consiglio dell’UE. La questione ha anche una componente italiana, con un rapporto di lunga data tra Usmanov e la Sardegna, che lo ha visto nominato Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e donare 500.000 euro durante la pandemia di Covid-19.
Un’altra consapevolezza in Europa
Nelle capitali europee, si sta gradualmente affermando un’altra consapevolezza: Usmanov, 73 anni, è di etnia uzbeka e ha smesso da più di dieci anni di gestire le sue aziende, trasferendosi in Uzbekistan. Tra le sue iniziative nel Paese c’è il Centro della Civiltà Islamica di Tashkent, inaugurato il 17 marzo di quest’anno. Il complesso di circa 10 ettari, con biblioteca, museo e dipartimenti scientifici, è stato realizzato con il suo contributo e lo stesso Usmanov ha partecipato all’inaugurazione ufficiale insieme al presidente dell’Uzbekistan Shavkat Mirziyoyev.
Secondo quanto riferito, Usmanov ha destinato a scopi benefici più della metà del proprio patrimonio, circa 7,3 miliardi di dollari. La questione delle sanzioni contro Usmanov e altri cittadini russi è all’esame delle riunioni Coreper, gli incontri preparatori del Comitato dei rappresentanti permanenti degli Stati membri dell’UE. Le sanzioni vengono prorogate ogni sei mesi e devono essere approvate all’unanimità da tutti i 27 Paesi dell’Unione.
La discussione ha coinvolto capi di Stato e di governo europei, nonché Paesi del Medio Oriente e dell’Asia centrale. Da fonti direttamente informate sull’andamento delle discussioni in sede Coreper risulta che la fondatezza delle sanzioni contro Usmanov è diventata negli ultimi mesi oggetto di scambi diplomatici. “Se ai tempi di Orbán era una prerogativa di Ungheria e Slovacchia, ora la questione della fondatezza delle sanzioni contro Usmanov ha iniziato a essere sollevata seriamente anche in altre capitali”, osserva una fonte diplomatica di un Paese UE, che ha chiesto di restare anonima.
Il compromesso prevede la proroga della lista non per sei ma per dodici mesi, in cambio della revoca delle sanzioni a Usmanov. “È stato presentato loro un pacchetto di documenti da cui emerge quanto Usmanov abbia fatto per scopi umanitari in questi Paesi e con quanta precisione abbia smentito davanti alle corti dell’UE le accuse alla base delle decisioni sanzionatorie del Consiglio dell’UE. Questo ha spinto alcuni paesi – per esempio Francia, Croazia e Italia – se non a sostenere apertamente la Slovacchia, almeno a orientarsi verso un compromesso ragionevole, per non mettere a rischio l’intera lista”, aggiunge. La discussione nella riunione dei rappresentanti permanenti dell’UE proseguirà lunedì prossimo.
